“Un’autostrada che distrugge il territorio e succhia soldi ai cittadini”

CIVITAVECCHIA – Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste di Civitavecchia e del Comprensorio si schiera al fianco del Comitato per il Diritto alla Mobilità di Tarquinia contro la realizzazione dell’autostrada Civitavecchia-Livorno e annuncia la propria adesione al presidio in corso sino al prossimo 15 gennaio, all’ingresso tra l’attuale Aurelia e la Farnesiana, partecipando inoltre con una propria delegazione alla carovana che si muoverà sabato prossimo alle 10,00 dal presidio alla volta di Tarquinia.
“E’ un’opera – commenta il Coordinamento delle associazioni – di cui i civitavecchiesi ignorano gli effetti a lungo termine, ma che presenterà, purtroppo, un conto salato, fatto di pedaggi che oscillano tra i 15 e i 18 centesimi a chilometro e sarà di fatto obbligatoria per raggiungere, ad esempio, Montalto di Castro o Monteromano. La Litoranea per Tarquinia sarà di conseguenza interessata da un pericoloso incremento di autoveicoli e mezzi agricoli. Tutto avviene nel silenzio generale. La SAT, la società frutto di un noto intreccio partiticofinanziario-istituzionale, sta realizzando un’autostrada che di fatto costa il doppio di una superstrada. Se si pensa che la variante Aurelia Cecina-Grosseto ha risolto i problemi della sicurezza stradale eliminando le intersezioni a raso, appare evidente come quest’operazione non abbia alcuna logica se non quella di assicurare una rendita a chi partecipa al capitale SAT, ovvero Caltagirone, Gavio, il Monte dei Paschi (indebitato ma pronto a sfruttare l’occasione) e un gruppo di grandi imprese cooperative attive nelle costruzioni”.
“Peraltro – concludono dal Coordinamento – l’avanzamento dei lavori, oltre i danni futuri, sta già producendo i suoi nefandi effetti sulle famiglie e le piccole imprese agrituristiche e agricole della Farnesiana, di Pantano, Montericcio, Pian degli Organi a cui, non essendo state previste strade complanari vere come previsto anche dal Codice della Strada, verranno chiusi tutti gli accessi sull’Aurelia “rubata” con conseguente grave penalizzazione economica”.