Una delibera per la “rigenerazione urbana” della città

73

CIVITAVECCHIA – Dall’Assessore all’Urbanistica, Patrimonio e Demanio, Leonardo Roscioni riceviamo e pubblichiamo:

“L’anno nuovo, dal punto di vista della pianificazione urbanistica a Civitavecchia, comincia con una novità importante, che rappresenta un’occasione “storica” per la nostra città: l’applicazione della Legge Regionale 7/2017 “Disposizioni per la Rigenerazione urbana e per il recupero edilizio” . Con la Delibera di Giunta di fine anno, l’esecutivo ha infatti approvato la presa d’atto dell’ambito di applicazione della Legge (con la cartografia relativa al territorio urbanizzato) e gli indirizzi per la predisposizione dei Programmi di Rigenerazione Urbana nel nostro Comune.
La Rigenerazione Urbana, come è noto, è uno strumento pensato per: promuovere e rilanciare i territori soggetti a situazioni di disagio e degrado sociale e economico, incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, favorire il recupero delle periferie, agevolare la riqualificazione delle aree urbane degradate e delle aree produttive, dei tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché di complessi edilizi e di edifici in stato di degrado o abbandono, dismessi o in via di dismissione da rilocalizzare; aumentare la sicurezza dei manufatti esistenti; favorire il miglioramento della qualità ambientale e architettonica degli insediamenti, favorendo la bioedilizia, l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili; promuovere e tutelare il paesaggio e l’ambiente, contenere il consumo di suolo, favorire in ambito agricolo la demolizione e la ricostruzione di fabbricati esistenti con le tecniche ed i materiali tipici del paesaggio rurale; promuovere lo sviluppo del verde urbano, con l’adozione di superfici permeabili e coperture pensili a verde e gli interventi per la regimentazione ed il recupero delle acque piovane.
Nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana (per sintetizzare, poiché gli articoli della Legge sono diversi) sono previste delle premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per la realizzazione di opere pubbliche e/o per cessioni di aree aggiuntive, fino al 35% della superficie lorda esistente, incrementabile ai sensi del comma 5 di un ulteriore 5% in caso di riduzione della superficie coperta e di incremento della superficie permeabile (quindi con lo sviluppo in altezza dell’incremento); o in caso di demolizione e ricostruzione un incremento della volumetria o della superficie lorda del 30%, che può essere ulteriormente incrementato anche qui del 5% nel caso di realizzazione mediante concorsi di progettazione); nonchè interventi di ampliamento del 20% del volume o della superficie lorda, fino ad un massimo di 70 mq, per miglioramento sismico e per efficientamento energetico; sono inoltre previsti eventuali cambi delle destinazioni d’uso con quelle consentite nel programma, la quota di alloggi da destinare ad edilizia residenziale pubblica ed edilizia sociale, le opere di mitigazione e compensazione ambientale, le opere di pubblico interesse da realizzare, le aree verdi e verdi attrezzate, ecc…
Ferma restando la possibilità che tutti i soggetti pubblici e privati propongano i programmi di rigenerazione urbana previsti all’articolo 2 della Legge Regionale, la stessa consente che il Comune promuova tali programmi in alcune zone. Ora, la nostra città, in base all’insediamento urbano, presenta vaste porzioni di tessuti densi costituiti da case basse, nati in maniera disorganica nell’immediato dopoguerra, caratterizzati da degrado edilizio; inoltre nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica, esistono complessi immobiliari realizzati da oltre cinquant’anni degradati e contrastanti con l’impianto urbanistico circostante che, per la loro dimensione e ubicazione, possono costituire un’opportunità di riqualificazione e riorganizzazione del tessuto urbano circostante; altresì, all’interno dei tessuti residenziali sono presenti aree industriali dismesse che attualmente costituiscono enclave di abbandono e barriere urbane all’interno del centro urbano ma, nell’ottica di un efficiente utilizzo dei suoli già urbanizzati, hanno una grande potenzialità per la ricostruzione del sistema degli spazi pubblici coniugata con il riuso dei contenitori e con la densificazione tramite il trasferimento di volumetrie dai tessuti densi e degradati; infine, all’interno del tessuto residenziale ed ai suoi margini sono presenti ampie aree destinate dal PRG a standard che non sono state attuate e che pertanto costituiscono dei vuoti urbanistici, aree incerte e degradate, classificate come territorio urbanizzato ai sensi dell’art. 1 comma 7 lettera c) della LR 7/2017, che ancora però possono costituire una riserva per il sistema degli spazi pubblici e per la rete ecologica, oltre che per la delocalizzazione di edifici da sostituire.
Per cui le quattro tipologie di aree sopra citate costituiscono, nel territorio di Civitavecchia, il campo di applicazione ottimale della rigenerazione urbana, in cui promuovere gli interventi di rigenerazione attraverso programmi complessi di iniziativa pubblica che, oltre agli interventi di miglioramento del patrimonio edilizio, promuovano anche interventi di riurbanizzazione, occorrendo utilizzare in tali ambiti i maggiori incentivi urbanistici (premialità volumetriche) previsti dalla Legge in questione.
Per questo il Servizio 6 Edilizia Urbanistica Patrimonio e Demanio Comunale ha individuato i seguenti quattro specifici ambiti sommariamente indicati nell’allegata tavola B allegata alla Delibera, su cui approfondire lo studio per promuovere prioritariamente i programmi di rigenerazione urbana: 1) Zona Italcementi ed aree contigue; 2) Via Terme di Traiano/Viale Europa/Via Achille Montanucci; 3) Via Benci e Gatti e aree limitrofe; 4) Area Stadio Fattori/Punta del Pecoraro.
La Giunta ha dato quindi incarico al Servizio 6: a) di redigere i programmi preliminari dei programmi di rigenerazione urbana da attivare negli ambiti sopra individuati, con una lista delle opere pubbliche prioritarie quale atto di indirizzo pubblico da approvare con atto di Giunta dopo l’espletamento delle iniziative di partecipazione della cittadinanza interessata; b) di redigere e pubblicare i bandi pubblici per acquisire le proposte private di trasformazione urbanistico-edilizia, sempre da approvare con atto di Giunta; c) di costruire, ad esito della selezione degli interventi privati, i programmi di rigenerazione, costituiti dagli interventi pubblici e privati di sostituzione e ristrutturazione integrati con un telaio di opere pubbliche, finanziato con i contributi di costruzione e con l’eventuale monetizzazione degli standard, derivanti dagli interventi privati ammessi nel programma di rigenerazione urbana;
I programmi preliminari ed i bandi pubblici di cui sopra saranno poi approvati con apposita deliberazione di Consiglio Comunale, da sottoporre alle procedure previste dalla LR 36/87.
Saranno poi oggetto di successiva discussione e approvazione nel Consiglio Comunale di Civitavecchia le deliberazioni relative agli ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio di cui all’articolo 3 della legge, da individuare nei tessuti edilizi degradati presenti nei quattro ambiti sopra elencati, le disposizioni per il cambio di destinazione d’uso degli edifici di cui all’articolo 4 della legge, da applicare sull’intero territorio comunale e le eventuali limitazioni, nonché gli interventi per il miglioramento sismico e per l’efficientamento energetico degli edifici di cui all’articolo 5 della legge, applicabili sulla generalità del territorio con l’esclusione dell’insediamento urbano storico.
Si apre così un nuovo, importantissimo e storico capitolo dell’Urbanistica a Civitavecchia. Confidiamo che la città, attraverso i cittadini, i soggetti giuridici pubblici e privati e gli operatori dell’edilizia, saprà cogliere l’occasione della riqualificazione del tessuto urbano con tutte le enormi opportunità che questo porta (pensiamo solo all’annosa questione della rigenerazione e restituzione alla città dell’area “Italcementi”)”.

Leonardo Roscioni – Assessore all’Urbanistica, Patrimonio e Demanio