CIVITAVECCHIA – “Che deve fare un disabile in una città come Civitavecchia sempre meno adatta alle sue esigenze? Siamo in un 2013 in cui ancora a quanto pare, per lo meno nel comune della nostra città non si ha capacità di adempiere ai disagi di tutti”.
Così concludeva la sua lettera/denuncia il padre del ragazzo disabile lasciato per ben 40 minuti ad una fermata dell’autobus in viale Baccelli perchè l’autista “risultava incapace di utilizzare l’apposita pedana per disabili..”.
Da questo recente fatto di cronaca ha preso spunto il Coordinamento delle Associazioni partecipanti di Volontariato di Civitavecchia per redarre un “Manifesto per una città a misura di disabile” da sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione comunale e delle forze politiche, il cu testo pubblichiamo di seguito integralmente.
“Tutti noi, nessuno escluso, può ritenersi senza responsabilità: cittadini, associazioni e Istituzioni.
Eppure la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 e sottoscritta dall’Italia il 30 marzo 2007, recita all’art. 5: “che tutte le persone sono uguali dinanzi alla legge ed hanno diritto, senza alcuna discriminazione, a uguale protezione e beneficio dalla legge … Gli Stati Parti devono vietare ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità e garantire alle persone con disabilità uguale ed effettiva protezione giuridica contro ogni discriminazione qualunque ne sia il fondamento.”
Solo dopo questi gravissimi fatti ci si rende conto cosa significa convivere ogni giorno con una città urbanisticamente, e non solo, ostile a quanti non possono correttamente deambulare. Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità le persone che hanno difficoltà più o meno sensibili nello spostarsi nell’ambito del tessuto urbano e del territorio più in generale, rappresentano una percentuale molto elevata stimata in oltre il 20% della popolazione. Non bisogna neppure dimenticare che molte patologie provocano delle disabilità “part-time”, aspetto che va tenuto ben presente perché il gran numero delle persone che ne sono interessate rende il problema piuttosto rilevante e con ricadute sociali. Il concetto di disabilità quindi non indica più un assoluto della persona come in passato ma riguarda il rapporto tra la persona e il suo ambiente di riferimento.
Crediamo che sia arrivato il momento di far sì che tutto ciò non rimanga nei cassetti delle buone intenzioni ma che si traduca in realtà facendo davvero di Civitavecchia una città a misura di disabile.
Il “Coordinamento” promuoverà, cercando di coinvolgere tutte le associazioni di volontariato, la cittadinanza e l’Amministrazione Comunale, un dibattito pubblico sul tema della cittadinanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie con l‘obiettivo di mettere a fuoco sinergicamente visioni ed eventuali collaborazioni.
Ci batteremo affinchè il Comune di Civitavecchia possa adottare al più presto il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili europeo, entrato in vigore dal 15 settembre 2012 che consentirà anche ai nostri concittadini, dotati dei previsti requisiti, di agevolare la loro mobilità stradale in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Parteciperemo, inoltre, in modo attivo ai lavori del Tavolo Tecnico sulla cultura dell’agibilità, presso il Consiglio dell’Ordine Avvocati di Civitavecchia – Palazzo di Giustizia – all’interno del quale appoggeremo convintamente le richieste:
• di realizzare, anche nel nostro Comune, i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), che avrebbero dovuti essere adottati entro il febbraio 1987 dai Comuni e dalle Province, e i Piani per l’accessibilità degli spazi urbani (PISU) con particolare riferimento all’individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all’installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone disabili. “La legge che introduce l’obbligo di adozione di piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche da parte degli Enti Pubblici risale al 1986 (legge 28.02.1986 n.41 art. 32)”.
• di implementare le Regole Standard delle Nazioni Unite al momento di redigere i “Piani
relativi alle politiche sulla disabilità” Agenda 22
• di adeguarsi ai nuovi standard internazionali elaborati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;
• di considerare l’area dell’integrazione socio-sanitaria uno dei settori chiave degli assi strategici del sistema locale dei servizi alla persona.
La nostra partecipazione mira a sensibilizzare i cittadini ma soprattutto la classe dirigente e politica, gli amministratori del territorio su un tema che sovente è al centro delle campagne elettorali salvo poi finire nel dimenticatoio una volta che queste si siano concluse.
Una città scomoda e piena di ostacoli per persone con ridotte o impedite capacità motorie è una città fortemente diseconomica oltre che essere certamente discutibile dal punto di vista umano e sociale.
Ci piace promuovere queste iniziative proprio nei giorni in cui si svolge nella nostra città la manifestazione dei Giovani dell’Unitalsi che vedrà la partecipazione di 1.500 ragazzi di età compresa fra i 16 e i 35 anni, di cui duecento disabili.
“Coordinamento delle Associazioni di Volontariato Partecipanti di Civitavecchia”
(ADAMO Onlus, ANDOS Onlus – Comitato di Civitavecchia, A.DI.CIV. Onlus, Comunità Mondo Nuovo Onlus, Futuro Onlus, Movimento per la Vita e Caritas Diocesana)







