Un coro di No a Tamburi e al gas a Torre Valdaliga Nord

CIVITAVECCHIA – Pioggia di reazioni, e forte disappunto, dopo l’intervista rilasciata a “Il Messaggero” dal Direttore Generale dell’Enel Carlo Tamburi, che ha ribadito di fatto l’intenzione dell’azienda elettrica di riconvertire a gas la centrale di Torre Valdaliga Nord.

Invoca coinvolgimento del territorio nelle scelte energetiche e soluzioni con fonti rinnovabili il Sindaco Ernesto Tedesco: “Ho letto l’intervista di Tamburi e finalmente si parla di Civitavecchia! Eravamo già a conoscenza, per averle ascoltate da Enel anche in vari incontri pubblici, delle intenzioni dell’azienda sul potenziale utilizzo di aree del sito di Torre Valdaliga Nord per attività logistiche. Rimangono in piedi però altri temi e la inderogabile necessità che ogni percorso non avvenga sopra la testa del territorio e senza il suo diretto coinvolgimento. Rimane in piedi il fondamentale problema ambientale e quello ancora insoluto dell’occupazione e del ruolo di Enel nello sviluppo del territorio. Rimane insomma irrisolto il nodo di una chiarezza complessiva su ciò che Enel vorrebbe fare a Civitavecchia. Intanto però, in un momento in cui si concretizza un ministero alla Transizione Ecologica e anche la Regione Lazio si allinea con un assessorato parallelo, ritengo che Civitavecchia abbia tutto il diritto ad avere un ruolo primario in questo processo che l’Ue, in primis, ci chiede in tema di energie alternative. Non bisogna dimenticare che le prospettive rispetto al Pniec dal 2018 sono cambiate radicalmente e che il Consiglio comunale si è espresso in tema di utilizzo dei fossili sul nostro territorio. Aspettiamo quindi risposte concrete sulle rinnovabili in una città che merita un ruolo da protagonista in questo orizzonte e sono certo che attraverso e con la Regione, in particolare dopo il tavolo di lunedì, tutto il territorio potrà rapportarsi con il governo centrale sul suo futuro, compresa la transizione energetica”.

Perentorio no al gas da parte del Collettivo No al Fossile Civitavecchia: “Non sappiamo se quella di Tamburi sia ignoranza, malafede o voglia di buttarla in caciara, come si dice dalle nostre parti. Quello che è evidente però è che il disco rotto del dirigente non si è ancora aggiustato. Ciò premesso, alle argomentazioni tecniche, per la verità piuttosto vaghe, utilizzate dal Direttore di Enel Italia risponderanno come sempre i tecnici e gli scienziati con cui i comitati di Civitavecchia si confrontano ormai da anni e che, a differenza di certi manager, non guardano alla preistoria, ma al futuro e alle nuove generazioni. A noi interessa invece rispondere alle provocazioni di Tamburi (perché di questo si tratta) ricordandogli ancora una volta che Civitavecchia non è una colonia di ENEL e che se in passato i piani della sua azienda hanno trovato sponde in una classe dirigente locale complice e mediocre, oggi le cose sono decisamente cambiate, soprattutto nella capacità di analisi e di visione di movimenti e società civile. Ricordiamo a Tamburi che, esattamente 18 anni fa (era il 25 marzo 2003) la sua ENEL si portava a casa il voto favorevole della maggioranza del consiglio comunale di Civitavecchia sulla riconversione a carbone di TVN. Anche in quel periodo manager illuminati e avvocati “progessisti” ci parlavano di tecnologie all’avanguardia a tutela dell’ambiente (la balla del carbone pulito) e di posti di lavoro garantiti. Oggi, a distanza di pochi anni da quell’indecente vicenda, i posti di lavoro sono diminuiti e altre centinaia rischiano di perdersi a causa di piani nazionali sballati e fuori tempo massimo, mentre la situazione sanitaria e ambientale del nostro territorio è talmente sotto gli occhi di tutti (tranne forse di Tamburi, che chissà dove abita) che non vale neanche la pena stre qui a ribadirla. E, proprio sul fronte del lavoro, ricordiamo a Tamburi – che sul tema non spende neanche una parola -, che la riconversione a gas di TVN determinerà la perdita di oltre 500 posti di lavoro in pochi anni: un prezzo che Civitavecchia non è davvero disposta a pagare! La faccia tosta di Tamburi non è però totalmente fuori luogo. A dare solidità e senso ad argomentazioni che altrimenti meriterebbero solo fragorose risate, c’è infatti il pessimo Piano Integrato Energia e Clima ancora che vede ancora nel gas una risorsa indispensabile per avviare una finta transizione ecologica la quale, tra le altre cose, condannerà il nostro territorio ad un futuro di inquinamento, disoccupazione e rinnovato servilismo coloniale. Contro questo disegno perverso e dannoso, a 18 anni dalle bugie del carbone, la città ed il suo comprensorio hanno già risposto in coro: ambiente, salute e lavoro non passano dal gas. Tamburi ne prenda atto, si sieda ad un tavolo e la smetta per sempre di immaginarsi viceré di territori complessi e a lui evidentemente sconosciuti”.

Sulla stessa linea il Consigliere regionale del M5S Devid Porrello: “Ho letto con sgomento l’intervista al DG di Enel Carlo Tamburi nella quale il direttore del colosso Energetico dimostra di non aver compreso la necessità di una transizione energetica anche per Civitavecchia. Non fa un servizio alla collettività sostenendo l’impraticabilitá dell’idrogeno ed elogiando la sostenibilità di una centrale a turbogas, non lo fa sicuramente a chi da decenni lotta contro le conseguenze sulla salute delle scelte passate di Enel. Qualsiasi macroprogetto con un impatto sul territorio, come nel caso di impianti energetici, deve passare per un confronto pubblico con i comitati ed un dialogo franco ed equilibrato con i sindacati, le associazioni di settore dell’indotto e la politica locale, tutte buone pratiche che Enel ha saltato con lo scopo di non esporre le contraddizioni delle proprie posizioni sul futuro di Civitavecchia e del comprensorio. Lo sviluppo sostenibile garantisce ricavi ed occupazione per le aziende capaci di adeguarsi, quel che serve sono dirigenti che lo abbiano capito. Tamburi si aspetta che sia presto rilasciata la Via per il progetto turbogas a Civitavecchia, agiremo in tutte le sedi per dimostrare i suoi scarsi vantaggi, soprattutto se confrontati con quelli di un impianto basato su nuove tecnologie”.

Bocciano le parole di Tamburi anche i Giovani Democratici: “Per mesi la città si è unita, le discussioni si sono accese e hanno portato all’attenzione di tutti la necessità che civitavecchia ha di abbandonare definitivamente la servitù energetica, dopo quasi 70 anni. Per mesi le risposte non sono arrivate poi d’incanto: il Direttore Generale Carlo Tamburi conferma dalle pagine del messaggero che il procedimento di trasformazione non solo andrà avanti ma che è anche l’unico preso in considerazione. I nostri nonni, i nostri genitori hanno vissuto il mostro Enel, lo hanno visto distruggere la salute dei propri cari, si parla di centinaia e centinaia di morti per tumore nel comprensorio. La vocazione turistica dimenticata e sacrificata per essere poco più di un casello autostradale. La nostra posizione di Giovani Democratici di Civitavecchia è nota da sempre: NO. Ora più che mai è necessario ribadire l’assoluto NO a qualsiasi tipo di nuova centrale o compensazione che derivi da queste. Basta inquinamento, basta morti, basta sfruttamento del territorio”.