CIVITAVECCHIA – Nuovo pesante affondo dell’esponente democratico Stefano Giannini all’indirizzo dell’Autorità portuale e della gestione Monti.
“Più si scava – afferma l’ex Consigliere comunale – e più ci si rende conto dei gravi deficit gestionali che hanno caratterizzato l’Authority. Più in particolare si va confermando l’assoluta superficialità, incompetenza e pressa pochezza con cui è stato gestito quest’Ente negli ultimi anni. Abbiamo già analizzato nell’ordine: il tracollo dei traffici, a fronte dei più imponenti investimenti che l’Italia abbia destinato a una singola infrastruttura; le gravissime irregolarità sulle assunzioni clientelari (che da sole avrebbero suggerito a chiunque altro la strada delle dimissioni); la gestione del personale, un disastro amministrativo che ha aumentato i costi dell’Autorità a dismisura senza una ragione concreta (i traffici diminuiscono).
Basti ricordare su quest’ultimo punto i riscontri della Ispezione della Ragioneria Generale dello Stato sulla Direzione Amministrativa (all’epoca era proprio Pasqualino Monti a ricoprire l’incarico di dirigente Amministrativo) che ha evidenziato: illegittima erogazione di indennità di sicurezza a personale con qualifica dirigenziale; Illegittima erogazione di compensi accessori; Illegittimo incremento retributivo accessorio. Insomma un altro disastro in stile Hcs, altra ‘grande opera’ del rampante manager Pasqualino Monti, all’epoca Assessore al Bilancio, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti”.
Questa la premessa, cui Giannini fa seguire il nuovo affondo, denunciando “un’altra irregolarità che ha dell’incredibile e che ha privato il Porto e la Città di Civitavecchia di milioni di euro”.
“Le imprese concessionarie che operano all’interno del Porto – spiega – pagano tributi che sono proporzionali alle quantità ed alla tipologia di merce movimentata, ai sensi dell’art. 4 della Legge 117 del 1974. La Direzione Amministrativa dell’Autorità Portuale deve quindi verificare (‘incrociare’) i dati trasmessi dalla Dogana con i pagamenti ‘autocertificati’ dalle imprese, per calcolare ed applicare correttamente il tributo (quantomeno la parte variabile). Tra il 2006 ed il 2010, tale attività è stata completamente omessa dai vertici amministrativi dell’Autorità Portuale, che ha di fatto favorito le imprese private a scapito dell’Ente pubblico. Anche la segnalazione di questa gravissima irregolarità, trasmessa dalla Ragioneria dello Stato al Ministero dei Trasporti (epoca del Governo Berlusconi), pare non sia stata però trasmessa alla Corte dei Conti per la contestazione dell’enorme danno erariale causato dai Dirigenti Amministrativi. Insomma altri danni (per milioni, se non decine di milioni) causati alla collettività dai ‘grandi manager’.
Sarebbe gradita – conclude Giannini – non tanto al sottoscritto quanto alla città, una risposta da parte dell’allora Dirigente ed attuale Presidente, Pasqualino Monti, in merito a questa vicenda”.







