CIVITAVECCHIA – “Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha escluso i sindacati dall’inaugurazione del tratto di trasversale che da Cinelli, nel comune di Vetralla, ha raggiunto finalmente il territorio di Monte Romano. Si tratta di un fatto grave, di cui chiediamo spiegazioni”. A dichiararlo è il segretario regionale della Uil, con delega per Viterbo e Civitavecchia, Giancarlo Turchetti.
Ieri l’inaugurazione del nuovo tratto della trasversale. Dal Cinelli, dove era arrivata, a Monte Romano. Undici anni per fare 6,4 chilometri. Come lo stesso governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha sottolineato nel suo intervento. Con un investimento complessivo di 116 milioni di euro.
Per raggiungere la meta, il porto di Civitavecchia, mancano circa 17 chilometri. Su 73 in tutto. Ne sono stati fatti oltre cinquanta e c’è voluto mezzo secolo. Tant’è vero che in un atto parlamentare del novembre 1968 si parla già di ritardi strutturali nella realizzazione di un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del territorio e di tutto il centro Italia. Poco più di cinquant’anni fa.
“Problemi rimasti aperti – dichiara Turchetti – nonostante il secolo sia diverso. In mezzo, tante battaglie”. Condotte anche dai sindacati che hanno fatto della trasversale un punto di riferimento assoluto di politiche e congressi.
“Siamo stati parte attiva del progetto – prosegueTurchetti -. Abbiamo manifestato quando il finanziamento era stato tolto all’epoca della presidente regionale Renata Polverini. Abbiamo fatto un’altra manifestazione unitaria proprio a Monte Romano nel luglio del 2017 per velocizzare la realizzazione del tratto di strada inaugurato ieri. Sarebbe stato quanto meno opportuno invitare chi ha sostenuto con forza questo progetto. Zingaretti ha fatto una cosa brutta. A maggior ragione che le organizzazioni datoriali sono state presenti e invitate. Nemmeno un piccione viaggiatore. Non ci hanno proprio voluto. L’invito non è arrivato. E con estrema probabilità non è stato nemmeno spedito. Nel disinteresse generale. Come se si fosse trattato di un comizio elettorale in vista dei prossimi incarichi all’interno di un partito”.
“Non sto ponendo la questione del mancato invito perché ho rosicato – precisa Turchetti -. Lavoriamo tutto il giorno. E i salotti politici di certo non ci interessano. Tuttavia va detto pure che la scelta di escludere i sindacati, di non mandargli neanche un pezzo di carta con su scritto vieni anche tu, significa escludere il mondo del lavoro. Operai e cittadini che quella strada l’hanno costruita con le proprie mani e che da oggi sono chiamati a farla vivere tutti i giorni. Questa è la cosa grave. Ridurre un’opera pubblica a un fatto che ha detto tutta l’impressione di essere non un passaggio storico per la Tuscia e tutto il centro Italia ma una specie di comizio elettorale proprio da chi non te lo aspetti. Nicola Zingaretti”.
“Il governatore – conclude Giancarlo Turchetti – ci dicesse quantomeno il perché. Saperlo è un diritto. Dircelo, un doveredovere. E’ stato uno sbaglio? Un errore clamoroso? Oppure una volontà politica precisa fatta con il consenso di tutti?”.







