Tvn, Turchetti (Uil): “La Conferenza dei servizi va bloccata, si ascolti il territorio”

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CIVITAVECCHIA – “Civitavecchia, centrale a carbone. La conferenza dei servizi va sospesa, associazioni e realtà sociali vanno ascoltate e insieme dobbiamo decidere quale sviluppo e quale futuro deve il territorio”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, responsabile Uil di Civitavecchia.

“Il sindacato – spiega Turchetti – è per le energie rinnovabili, e secondo noi si deve andare in quella direzione. Occorre però ascoltare prima il territorio e tutte quante le sue componenti. Si tratta infatti di una scelta importante, decisiva, che segnerà il futuro di Civitavecchia e di tutti quanti i suoi abitanti. E la scelta va fatta tutti quanti insieme. Per questo motivo va innanzitutto sospesa la conferenza dei servizi, perché è soltanto un modo per sottrarre la scelta a chi veramente la deve fare. Le realtà che vivono il territorio tutti i giorni e che hanno tutto il diritto di scegliere, attraverso la partecipazione, il futuro dell’area”.

La centrale Enel di Civitavecchia sta lì da circa 50 anni. Per 30 anni è stata a policombustibile, per 20 a carbone. A questo va aggiunto il carico di smog delle navi che raggiungono il porto. Il governo italiano ha stabilito che entro il 2025 l’Italia deve uscire dall’energia a carbone. Civitavecchia inclusa. La terza città della penisola con il più alto indice tumorale. “Una città – ha aggiunto Giancarlo Turchetti – che ha dato tanto, tantissimo. In termini sia di salute che di lavoro. Per questo sarebbe opportuno andare verso le energie rinnovabili”.

Nel frattempo Enel ha presentato due progetti di riconversione. Uno per Civitavecchia e uno per Montalto. Due progetti per termovalorizzatori a gas, che non è un’energia rinnovabile.

“Progetti – ha sottolineato Turchetti – che avranno anche un impatto enorme sull’occupazione. Su 1000 dipendenti che adesso lavorano alla centrale di Civitavecchia, tra dipendenti Enel e manutenzione, con il termovalorizzatore a gas ne resterebbero soltanto 50…con conseguenze occupazionali che potrebbero essere devastanti per l’intera zona. Soprattutto in un periodo di profonda crisi economica come questo che stiamo vivendo e che purtroppo vivremo a lungo”.

Non solo – fa notare Turchetti – ma lo stesso consiglio comunale di Civitavecchia, il 24 ottobre 2019, appena un anno fa, si è espresso all’unanimità con una delibera che dice no al carbone, no al gas, sì alle rinnovabili. Una direzione che sembrerebbe aver intrapreso Enel stessa che con il suo presidente Starace ha recentemente annunciato 20 miliardi di investimenti in rinnovabili, puntando, pare, in direzione dell’idrogeno per il quale l’Unione europea diversi miliardi per renderlo operativo”.

“Dobbiamo ascoltare il territorio – conclude Turchetti – per trovare una posizione comune, bloccando prima la conferenza dei servizi. Infine alcune domande che partono tutte da un presupposto. Prima della riconversione definitiva, la centrale di Civitavecchia andrà incontro a un periodo di transizione energetica per garantire il fabbisogno nazionale di elettricità. Che cosa si intende fare in questo periodo? La centrale a carbone verrà smantellata? L’area verrà bonificata? Insomma, quale è il progetto di Enel per questa fase? Quale quello definitivo per Civitavecchia?”.