Tvn, la riduzione di organico garantisce la sicurezza?

CIVITAVECCHIA – Dopo oltre 4 mesi dall’ultimo incontro svoltosi il 19 luglio presso l’impianto di termoelettrica Enel di Torrevaldaliga Nord, finalmente il 26 Novembre avrà luogo un nuovo confronto fra azienda e le organizzazioni sindacali del settore. La Filctem Cgil ribadisce come “questa delicata fase di transizione energetica deve essere gestita garantendo gli obiettivi di efficientamento, ma anche e soprattutto i livelli di sicurezza e la dovuta attenzione alla ripartizione dei carichi di lavoro delle persone della centrale”.

“Per questo – continua il coordinatore Filctem Cgil di Roma e del Lazio, Alessio Lionetti – ribadiremo all’azienda nel corso del prossimo confronto sindacale, come non siano più rimandabili alcune questioni, in primis la copertura delle posizioni vacanti in turno e l’inizio dei colloqui per la copertura dei ruoli previsti dalle nuove strutture centralizzate. Inoltre, è importante ricordare come già adesso all’incirca 35 lavoratori, di cui la maggior parte giovani, abbiano trovato, grazie ad accordi di redeployment siglati fra sindacati ed Enel, ricollacazione in altre divisioni del gruppo, in particolare e-distribuzione, green power ed area mercato. Infine – conclude Lionetti – la Filctem Cgil chiederà la convocazione il prima possibile dell’Osservatorio, che avrà il compito di fornire ciclicamente dati ed aggiornamenti circa il redeployment, articolo 4 e produttività dell’impianto produttivo di Tv Nord”.

Sul tema della sicurezza interviene anche l’Unione Sindacale di Base, che chiede di verificare se i tagli di organico disposti configurino rischi per la gestione delle emergenze. “Il problema – rilevano dall’Usb – è quello di appurare se, a fronte delle riduzioni di organico disposte da Enel, il numero dei lavoratori ‘designati’ ai sensi del D.Lgs. 81/2008, chiamati a comporre la cosiddetta Squadra di emergenza, siano da ritenere adeguati e sufficienti per l’attuazione delle misure previste per la gestione delle emergenze. Occorre dire che Usb in passato aveva già avanzato riserve in merito, posto che la Squadra di emergenza prevista da Enel, composta da un minimo di 9 turnisti, per espressa previsione aziendale può essere all’occorrenza incrementata solo in base alle esigenze di esercizio: una previsione che lascia dubbi circa la possibilità di assicurare una risposta adeguata ad ogni tipo di emergenza e in ogni condizione, a cui Enel avrebbe dovuto porre rimedio già da tempo incrementando il numero dei lavoratori che la compongono. Viceversa, anziché adoperarsi in tal senso, è accaduto che con le ristrutturazioni di questi ultimi anni l’azienda abbia disposto pesanti tagli di organico proprio tra il personale turnista, all’interno del quale sono inquadrati i lavoratori chiamati a ricoprire le 9 posizioni della Squadra di emergenza. Tagli realizzati in più volte a partire dal 2016, che nei programmi aziendali dovranno infine portare l’organico del personale turnista dalle 180 unità iniziali alle 114 appena di fine 2020. Impossibile pensare che un simile taglio di circa 66 unità (-36%), anche per l’aumento dei carichi di lavoro che ne deriverebbe per il personale rimasto, non inciderebbe negativamente sulla fattiva operatività dei turnisti che malauguratamente dovessero intervenire per fronteggiare un incendio, soccorrere altri lavoratori o provvedere all’evacuazione dell’impianto a seguito di un grave evento emergenziale. Crediamo che il timore sia più che giustificato. Tanto è il personale eliminato che, in simili frangenti, potrebbero non esservi abbastanza lavoratori per assicurare un’adeguata gestione dell’emergenza e contemporaneamente intervenire in piena sicurezza sugli organi di manovra: anche perché i compiti assegnati alla Squadra di emergenza sono rimasti gli stessi che in precedenza e non si vede come potrebbero ridursi a fronte dei rischi presenti in un impianto sempre più vecchio, che in ogni caso continua a produrre con tutti i gruppi”.

Da qui la segnalazione su un tema così importante come quello della sicurezza da parte dell’Usb, che conclude: “Confidiamo che gli enti e le istituzioni che per diversi aspetti sono interessati al problema si attivino per le opportune verifiche e per assicurare il pieno rispetto della normativa vigente”.