Tullio Nunzi: “In questa città si lavora sempre e comunque in emergenza”

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CIVITAVECCHIA – Da Tullio Nunzi, portavoce del movimento politico “Meno poltrone più panchine”, riceviamo e pubblichiamo

Ma è mai possibile che in questa città si debba sempre e comunque lavorare in emergenza?
E’ mai possibile che non si possa programmare un futuro, ma che tutto debba essere deciso all’istante.
Emergenza rifiuti, con il rischio di diventare una pattumiera, con annesso inceneritore, emergenza traffici portuali, poi spariti dal radar cittadino, come se nel porto dopo la soluzione(tar permettendo) cfft,tutto andasse per il meglio; emergenza acqua con mezza città senza un flusso idrico accettabile, da terzo mondo, adesso emergenza dehors,emergenza mercato. In altre città,con patrimonio artistico superiore al nostro, un regolamento del genere viene fatto in 1 anno al massimo; qui tra polemiche, minacce,incapacità,dopo 3(tre) anni ci troviamo nel rischio, che commercianti ,che hanno fatto investimenti consistenti nei loro bilanci,in un periodo di crisi, rischiano multe, nel migliore dei casi, o il possibile abbattimento di strutture costate decine di migliaia di euro.Tralascio il mercato, la cui ristrutturazione dopo decenni,commisioni di indagine, accuse reciproche si trova in una situazione di degrado,nè in grado di essere quel centro commerciale naturale in grado di competere e essere il polmone sociale ed economico per il centro cittadino.
Ovvio che responsabilità non sono assolutamente rintracciabili, nessun colpevole,ed ovvio che lavorare in emergenza continua, non ti permette di programmare.
Ecco l’incertezza continua taglia le gambe al futuro, in particolare economico, alle imprese; si avverte una forma di “presentismo” ,giocare cioè sul tavolo del presente, sostituendo il progetto con l’arrangiatevi.
Una città senza progetti non riesce a pensare in grande, non alimenta sogni .
Il malcontento(vedi lo spegnimento delle luci da parte dei commercianti,) è il primo passo verso il progresso,
Ma la politica un pò troppo assente deve orientare la società, non assecondarla e deve includere per sperare in un rilancio, in un futuro progettuale che ad oggi tarda a vedersi.
Tullio Nunzi

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