Transizione energetica, Porrello: “Il sistema paese deve accelerare sulle fonti rinnovabili senza indugio”

ROMA – “Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”.

Sono queste le affermazioni del Ministro alla Transizione Ecologica Roberto Cingolani che hanno destato scalpore e alimentato il dibattito politico sul tema dell’energia e delle rinnovabili.

Un tema su cui interviene anche Devid Porrello, Consigliere M5S Lazio e Vicepresidente del Consiglio Regionale, che contestualizza l’argomento rispetto alla transizione energetica e alla situazione del territorio di Civitavecchia.

“Volendo semplificare di molto la situazione – commenta Porrello – il problema nasce dal fatto che è aumentato il prezzo delle materie prime (gas e petrolio) a livello internazionale e di conseguenza è aumentato anche il prezzo del CO2 (anidride carbonica) prodotto. Una tassa sull’inquinamento che pagano i produttori di energia, unito ad una congiuntura internazionale sfavorevole e ad un sensibile aumento di richiesta di energia dovuto al fatto che le imprese stanno ripartendo dopo un sensibile rallentamento dovuto alla pandemia. Ci sono molti articoli che approfondiscono il tema, mi limito a linkarne alcuni fra i più interessanti: Il fatto Quotidiano ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/13/bollette-cingolani-il-prossimo-trimestre-elettricita-su-del-40-senza-maxi-esborso-del-governo-i-rincari-li-pagheranno-i-consumatori/6319467 – il Post.it: https://www.ilpost.it/2021/09/14/aumento-bolletta-energia-elettrica-gas/ )”.

“Lo scenario attuale – prosegue – non può che spingerci a fare alcune riflessioni, sulle quali sto già insistendo da tempo: il capacity market ha enormi limiti di sistema che devono assolutamente essere modificati dalle istituzioni competenti, per la salvaguardia della sostenibilità energetica; la transizione energetica, vedi il caso di Civitavecchia, non può assolutamente passare da fonti fossili. Bisogna accelerare, e di molto, sulle rinnovabili e le nuove tecnologie come gli accumulatori; quando si parla di costi, di economia, di prezzi, di mercato, non si può non tener conto (come già si fa in diversi paesi scandinavi) delle spese sanitarie che il sistema statale deve sostenere quando si prende una strada invece che un’altra. Quanto costa allo stato un malato oncologico? Quanto costa un giorno di ricovero? Quanto costano le medicine adeguate per curare i nostri cittadini? Fatti questi conti, le rinnovabili vinceranno anche questo paragone rispetto alle fonti fossili. D’altronde non dobbiamo scoprire niente, ci sono già studi che lo dimostrano ed esempi virtuosi da parte di altri paesi”.

“Tutte queste riflessioni – conclude Porrello – portano alla stessa conclusione: l’Italia non può farsi trovare impreparata alla sfida delle rinnovabili, deve accelerare sulle nuove tecnologie ed essere in prima linea in nuovi progetti ambientalmente ed economicamente sostenibili, senza doversi trovare per l’ennesima volta a rincorrere un qualcosa che poteva e doveva essere programmato per tempo”.