“Tidei si è dimesso su intimazione del Tribunale”

civita liberaCIVITAVECCHIA – “Tidei non ha fatto altro che adempiere ad un atto dovuto in relazione alla notifica del provvedimento del Tribunale di Civitavecchia, che gli intimava di dimettersi entro dieci giorni dalla presentazione del ricorso, accolto in pieno, da parte del signor Vincenzo Di Francesco, comune elettore della città”. Così il Coordinamento delle Larghe Intese commenta le dimissioni da Deputato annunciate stamattina in conferenza stampa dal neo Sindaco”.
“Ci sembra strano infatti – proseguono dalla Larghe Intese – che in soli 4 giorni il sindaco Tidei, che a partire dal 22 maggio ha sempre dichiarato di volersi dimettere il 1° luglio, sia riuscito a risolvere la questione del Tribunale, della discarica e a fare pace con Mario Adinolfi. Ci viene detto, inoltre, che Di Francesco è già preda da parte di una certa sinistra becera, di intimidazioni psicologiche e materiali. Fin da ora noi lo esortiamo a farsi tutelare dalle Forze dell’Ordine, oltre ad esprimergli tutta la nostra solidarietà morale e politica. Inoltre, dal momento che Tidei non è più onorevole ma un comune cittadino, faremo in modo che le verità sul suo impero economico siano anche materia per le istituzioni competenti (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica). Cogliamo l’occasione per comunicare l’avvio dell’iter per il recupero del seggio di nostra spettanza, con la speranza che a breve anche un’altra non inaspettata notizia ci venga comunicata, in quanto il ricorso prevede anche la decadenza dalla carica di Sindaco, cosa che tutta la città si augura”.
Alle Larghe intese replica però immediatamente il Capogruppo del Pd Flavio Magliani. “Nervosi e inadatti a fare l’opposizione, abituati a spartirsi il potere nella Cittadella dell’Arroganza, questo era diventato il Palazzo del Pincio e le dependance come Hcs. Sta di fatto che arrivano a negare la legittimità dell’elezione del 21 maggio. Limitatamente all’ultima nota dovrebbero chiarire: come fanno a parlare del sig. Di Francesco come di un privato cittadino e del suo ricorso come del ‘nostro ricorso’; di quale larghe intese stanno parlando visto che ci sono nove consiglieri di opposizione appartenenti a gruppi consiliari e partiti diversi e che non ci sono ‘intese’ visto che non sono più forza di governo. L’invito è proprio a questi partiti a riconsiderare la situazione, accettare la pur amara sconfitta e non lasciarsi trascinare nel mare di bile nella quale l’ex sindaco Moscherini rischia di annegare dopo aver perso l’amata poltrona, un lutto che non accetta di elaborare. La città ha bisogno dell’opposizione. Fiera ma seria. Questa è un’opposizione acciaccata che ancora non riesce a darsi pace e a rimettersi in piedi”.