Tidei interroga il Ministro Passera sulla chiusura del cantiere a Tvn

centrale tvnCIVITAVECCHIA – Il rischio chiusura del cantiere di Torre Valdaliga Nord finisce all’attenzione del Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture Economiche Corrado Passera. L’On. Pietro Tidei ha infatti presentato una interrogazione parlamentare per avere conferma e chiarimenti circa la decisione della Divisione Enel Gem, committente da cui dipende il cantiere di Tvn, di provvedere alla sua chiusura in data 29 febbraio 2012.
“Una decisione – rileva Tidei nella sua interrogazione – presa in modo unilaterale e poi comunicata al sindaco della Città, il quale ha mantenuto tutto sotto silenzio e senza darne comunicazione al Consiglio e alle parti politiche e sociali”, evidenziando inoltre come si tratti di una interruzione “che avviene senza prima avere completato i lavori, decisione che si diversifica nel metodo e nella sostanza con quanto è avvenuto con altri cantieri operanti in Italia”. Il cantiere di La spezia – prosegue infatti – è rimasto aperto per  circa trent’anni, quello di Brindisi è aperto ininterrottamente da quarant’anni, quello del Sulcis è aperto ininterrottamente da trentacinque anni”.
A tutto ciò Tidei accompagna il fatto che la decisione di procedere alla chiusura del cantiere “comporta un aggravamento del deficit occupazionale per Civitavecchia e il suo comprensorio, già gravemente colpito sotto questo aspetto negli ultimi anni, Tidei ha ritenuto opportuno sottoporre la materia ad un’interrogazione al Ministro”. Ciò nonostante “l’Enel prese, presso la sede della presidenza del Consiglio, l’impegno a promuovere a fianco dell’attività industriale il mantenimento per Enel Distribuzione della sede di Zona di Civitavecchia (80 dipendenti) delle attività della società, di Sfera e di altre attività e che ciò avrebbe implementato il carico diretto e indiretto del lavoro nel comprensorio”, oltre al fatto che “è in programma da parte di Enel Distribuzione il declassamento della Zona a sede di Unità Operativa, con diminuzione del personale per circa 50 (cinquanta) unità”.
“Si assiste quindi sia alla chiusura del cantiere e alla relativa perdita di posti di lavoro sia in Enel che nell’indotto – conclude Tidei – alla demolizione delle strutture che avrebbero permesso  la nascita nell’ex cantiere  del campus di Enel University e l’eventuale collocazione di altre attività lavorative, come la ricerca e la formazione e il bosco, previsto nella Convenzione fra Enel e Comune, non è stato ancora messo a dimora”.
Considerazioni in ragione delle quali Tidei chiede al Ministro Passera, qualora le sua affermazioni trovino riscontro, quali iniziative intende assumere per scongiurare che le decisioni assunte da Enel Gem vengano messe in atto.