Taglio dei parlamentari, quattro ragioni per dire No

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CIVITAVECCHIA – Si è svolta la prima riunione di coordinamento del comitato “NO al taglio dei parlamentari – Litorale Nord e Monti della Tolfa”. Come noto, infatti, il 20 e 21 settembre 2020 si voterà per il referendum confermativo sulla riduzione del numero dei Deputati e dei Senatori: la riforma costituzionale propone di ridurre di un terzo i parlamentari di Camera e Senato che passerebbero da 945 (630 alla Camera e 315 al Senato) a 600 (400 alla Camera e 200 al Senato).

Le ragioni per votare ‘No’ sono molteplici – spiegano dal neo Comitato – Sui benefici economici della riduzione degli eletti in Parlamento il dibattito è puramente demagogico: tra Camera e Senato il risparmio sarebbe blando, perché i veri costi del Parlamento sono ‘fissi’. Per assurdo, anche con un solo parlamentare ciascuno, le Camere avrebbero costi solo di poco inferiori a quelli attuali. Con meno parlamentari vi è un preciso rischio per la Democrazia. Le decisioni potrebbero essere suscettibili al potere di pochi. Ad esempio le commissioni al Senato saranno composte da 10 Senatori che potranno deliberare con una maggioranza di soli 4 Senatori. Discorso simile per i voti di fiducia e le future riforme costituzionali, i cui esiti potranno dipendere da maggioranze risicate e dai Senatori a vita. Resta, come vulnus, il tema della rappresentanza. Attualmente si ha 1 eletto ogni 64.000 cittadini (un rapporto già inferiore rispetto quanto immaginato dai Padri Costituenti, dato che la popolazione è aumentata di 20 milioni rispetto il 1948). Se passasse la riforma costituzionale, con 600 parlamentari eletti, si avrebbe un rapporto di un eletto ogni 101.000 persone. Verrebbe a mancare il rapporto personale, diretto, tra eletti ed elettori. Diminuendo il numero dei Parlamentari sarebbe reale il rischio di scomparsa per molte culture politiche”.

“Con la riduzione dei collegi, inoltre, verrà compromessa l’omogeneità geografica della popolazione elettorale e aumenterà la discrezionalità con cui i perimetri dei collegi stessi verranno disegnati – proseguono dal Comitato – Inoltre, la riforma porterà uno squilibrio di rappresentanza tra le varie Regioni italiane. Da notare come il taglio dei parlamentari, da solo, non risolve i problemi della politica italiana, avulso com’è da qualsiasi riforma di sistema. Schierarsi per il NO è semplice. Tutti i cittadini e le associazioni che vogliono partecipare alle attività del comitato sono i benvenuti, indipendentemente dalla loro cultura politica o appartenenza partitica. Schierarsi per il NO vuol dire valorizzare la democrazia difendendola da chi vede nelle assemblee legislative, che sono il cuore pulsante di ogni sistema democratico, un peso anziché un’opportunità. Schierarsi per il NO è un atto di civiltà contro l’imperversare della semplificazione e della banalizzazione della vita politica e dei diritti dei cittadini”.

Per iscriversi al comitato basta mandare una e mail all’indirizzo: controiltagliodelparlamento@gmail.com. Per restare informati sulle attività si può fare riferimento alla pagina Fb “no al referendum sul taglio dei parlamentari”.

Il comitato proseguirà la propria azione sia on line che off-line, organizzando eventi di carattere divulgativo delle ragioni del No sul territorio.