CIVITAVECCHIA – Il mistero dell’affare del caro estinto è la storia infinita dei loculi cimiteriali, già ingarbugliatamente trattata dal Consigliere Pasquale Marino incomprensibilmente poi archiviata, è ora riesplosa alla notizia che la Corte dei Conti ha ipotizzato, sulla vicenda, un danno erariale di una consistente cifra che, a mio modesto parere, non sussiste in quanto quella somma sarà recuperata dall’erario attraverso la cessione dei loculi. Comunque, a fronte di un incomprensibile cicaleccio di personaggi più o meno noti che di questa storia poco sanno e quel poco lo hanno appreso per lo più per sentito dire. Perciò, per la cronaca ma solo per questa. tenterò di fare un poco di chiarezza secondo i dati in mio possesso; mi corre, però l’obbligo di fare una premessa onde evitare di essere tacciato dai tanti miei detrattori, di scarsa obiettività per rammentare loro di essere stato l’unico tra i segretari di partito a denunciare quella vicenda alla locale Procura della Repubblica,Detto questo avviamoci alla cronaca: negli anni 2005, il Commissario Straordinario, dottor Di Caprio avviò un procedimento ad accertare, in via di autotutela amministrativa, la nullità della deliberazione n, 791/2000 con la quale la Giunta Municipale dell’epoca, aveva approvato e dichiarato di pubblica utilità la proposta di ampliamento del nuovo Cimitero di Via Braccianese Claudia, presentata dalla Associazione Temporanea di Imprese, stabilendo un termine temporale entro il quale l’insediata nuova Giunta Saladini avrebbe dovuto concludere il procedimento di autotutela avviato dal Commissario; il sindaco Saladini però, prima di avviare e concludere quella pratica volle avvalersi di uno Studio Legale di sua fiducia che esprimesse un parere in merito ai potenziali danni che ne potrebbero scaturire dalla dichiarazione di nullità di quella Delibera . Lo Studio Scoca ha trasmesso il richiesto parere a gennaio del 2007con il quale suggeriva “di intraprendere la via della rimodulazione dei termini e delle modalità della Convenzione anziché quella dell’autotutela , parere che fu recapitato al nuovo Commissario Dr. Maria Rita Iurato insediatosi al Pincio in seguito alla caduta della Giunta Saladini.
Il Commissario, visto che così come stipulato il Project Financing presenta delle incongruenze allo spirito dell’Istituto, reputò opportuno di non procedere in autotutela ma di perseguire alla revisione negoziale della Convenzione mirata soprattutto alla “rimodulazione del contenuto e del termine temporale di scadenza così come previsti dagli art. 6 e 7 della stessa Convenzione e suggerito dal Legale Avv. Scoca dando mandato agli uffici comunali competenti di contattare immediatamente l’impresa al fine di individuare l’Istituto giuridico idoneo per la soluzione del problema secondo una modifica dei termini temporali di proroga del contratto fino alla completa vendita dei loculi, oppure con una proroga di 5 anni; in ordine al mandato di cui sopra, l’Arch. Angelo Collia in funzione di “Responsabile Unico del Procedimento” contattò l’impresa col la quale formularono e sottoscrissero la “Proposta dell’Atto di Proroga”per ulteriori 5 anni con scadenza al 31. 12. 2013 . contro il quale, l’ATI, oltre a rendersi inadempiente, ricorse al Lodo Arbitrale per sentire condannare il Comune al risarcimento danni, lodo che avrebbe sicuramente perso, se il legale difensore del Comune avesse esibito in udienza dibattimentale il contratto di proroga della Convenzione. Qui si perde il bandolo dell’intrigata matassa amministrativa che per tentare di venirne a capo, ci si domanda perché mai Moscherini non si è avvalso di quella prova documentale che gli avrebbe fatto vincere la controversia? Quanto è pesato il ruolo del Responsabile del Procedimento per non aver messo in mora, come dovuto, l’ATI per “inadempienza contrattuale, o magari le attività del RUP sono state bloccate dallo stesso Sindaco una volta avuti sulla scrivania gli atti predisposti per la definizione del contenzioso? L’allora Dirigente dell’”Ufficio legale del Comune” è mai intervenuto nella definizione dell’accordo tra le parti ed ha mai portato a conoscenza del Sindaco il risultato della trattativa? E se messo al corrente perché, il Sindaco non ha ufficializzato l’accordo con un atto deliberativo? Moscherini, sarà in grado di dare una sola risposta credibile a queste domande? Queste non le deve a me ma ai cittadini ai quali tra breve chiederà un ulteriore consenso elettorale.
Vincenzo Monteduro – Segretario Repubblicani europei






