CIVITAVECCHIA – Per l’ennesima volta l’Assessore ai Lavori Pubblici Mecozzi ha assicurato, a mezzo stampa, che l’impianto per depurare l’acqua dall’arsenico entrerà in funzione in tempi brevi e che il problema che vede coinvolti i residenti di Aurelia e di tutta la zona nord della città sarà definitivamente risolto. E ogni volta vengono prorogati i tempi in cui si potrà finalmente usufruire di acqua potabile, non avvelenata dall’arsenico.
Sono oltre 10 anni che, grazie alle deroghe sui limiti di concentrazione dell’arsenico, i cittadini si sono trovati a bere acqua avvelenata.
Gli effetti negativi dell’arsenico, classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come cancerogeno di classe 1, sulla salute sono ormai accertati dal recente studio epidemiologico condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario nazionale della Regione Lazio in 91 comuni a rischio, tra cui Civitavecchia.
Vale evidenziare che la popolazione interessata dal divieto di acqua potabile è di circa 7000 abitanti e coinvolge anche numerosi esercizi commerciali, allevamenti animali e colture agricole.
L’Amministrazione evidentemente sta sottovalutando il grave disagio sopportato dai residenti, privati di un bene essenziale come l’acqua potabile, costretti a fare la fila davanti alle poche fontanelle pubbliche con i filtri, a trasportarsi l’acqua a casa, a sottoporsi alle mille difficoltà di chi non può usare l’acqua del rubinetto per accudire i bambini o per farsi la doccia (soffrendo ad es. di patologie della pelle) e dell’esasperazione e del malcontento che tale situazione genera.
Una situazione che non è ulteriormente accettabile, per la quale riteniamo inderogabile, facendo nostre le istanze dei numerosi cittadini che si sono rivolti a noi, che si avviino da subito i lavori di realizzazione per il dearsenificatore rendendo noto alla popolazione il relativo crono programma comprensivo di date certe per l’indizione dell’appalto, più volte annunciato ma mai indetto.
Riteniamo, inoltre, che l’annunciata volontà, peraltro non supportata da alcun atto ufficiale, di prevedere uno sconto sulle bollette idriche dei cittadini coinvolti sia non sufficiente per ripagare gli stessi dell’enorme disagio subito.
Per questo chiediamo che i residenti dalla zona interessata dall’ordinanza di non potabilità vengano esonerati dal pagamento della bolletta finché il servizio non verrà regolarmente ripristinato.
Il persistere dell’attuale immobilismo ci costringerebbe, come peraltro già richiestoci da quanti si sono rivolti a noi, ad avviare un’azione legale collettiva nei confronti dell’Amministrazione per ottenere il diritto all’acqua potabile e il risarcimento degli ulteriori danni subiti dai cittadini.
La tutela di un diritto primario, come quello di usufruire dell’acqua potabile, è dovere prioritario degli amministratori e la soluzione di un problema così rilevante non può essere ulteriormente rinviata; per questo chiediamo all’assessore Mecozzi un incontro urgente, insieme ad una delegazione di residenti, per avere risposte chiare e certe alle istanze dei cittadini affinché dalle reiterate dichiarazioni di intenti si passi, da subito, a fatti concreti.
Forum Ambientalista Civitavecchia







