Seport, scarsa chiarezza e poche certezze per i lavoratori in Fis

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CIVITAVECCHIA – La contrazione del lavoro sul nostro territorio è una piaga che non sembra avere mai fine. Una città con un polo industriale importante tra porto, Enel, interporto, terme e turismo ma che combatte ormai da anni con un problema di disoccupazione cronico e perdita di lavoro.

In altre realtà queste opportunità di sviluppo avrebbero generato ricchezza e assunzioni ma a Civitavecchia, incapace di sfruttare le proprie potenzialità a favore della collettività; tutto si trasforma in perdita dei posti di lavoro. I primi a farne le spese sono sempre i lavoratori.

Nelle ultime settimane l’attenzione è rivolta anche, perchè sfortunatamente non sono gli unici, ai lavoratori della S.E.Port srl. La società svolge la sua attività di servizi ecologici in concessione per l’Autorità Portuale di Civitavecchia, così come sottoscritto nella convenzione dell’Aprile 2016, eppure i dipendenti della S.E.Port srl collocati in FIS, fondo integrativo salariale (per capirci cassa integrazione) sono attualmente 24 su una forza lavoro di poco più di 60 unità. Nelle scorse settimane sindacati come la CGIL FP hanno lanciato l’allarme dichiarando che “i lavoratori per cui è stata richiesta la FIS sono solo quelli impiegati nei servizi alle navi da crociera”. Il ricorso agli ammortizzatori sociali comporta una penalizzazione economica per i dipendenti e, nonostante nei decreti per far fronte all’emergenza Covid siano state previste delle agevolazioni e facilitazioni rispetto alla normativa in vigore, sarebbe opportuno che la società spalmasse l’intervento della FIS su tutti i dipendenti, così da non gravare economicamente sempre sugli stessi.

Il tutto a fronte del fatto che, “non avendo la S.E.Port rami d’azienda quasi tutti i dipendenti risultano in forza allo stesso contratto di servizio con l’Autorità Portuale” continua la CGIL. Non ci sono quindi dipendenti assunti per quella specifica attività. Non risulta che il committente, l’Autorità Portuale, abbia ridotto il contratto di servizio alla S.E.Port e sarebbe opportuno che la società indicasse il numero dei lavoratori che aveva previsto e che aveva in forza per lo svolgimento di tali attività al momento della sottoscrizione della concessione.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, Francesco Maria Di Majo, si faccia garante per un incontro, a breve termine, tra la società S.E.Port e i Sindacati al fine di poter chiarire la posizione degli attuali 24 lavoratori in FIS e dare garanzie sul futuro a breve termine. Per la sottoscrizione della convenzione fu presentato dalla S.E.Port un piano industriale e finanziario; l’Autorità Portuale in qualità di ente responsabile è l’unico che può verificare la corrispondenza tra il piano e la posizione dei lavoratori. La città sta già pagando un prezzo altissimo a livello occupazionale.