Se i soldi dell’Enel fossero stati spesi meglio…

CIVITAVECCHIA – In un momento di grande emergenza per il tessuto sociale, sanitario e anche economico che si estende su tutto il territorio nazionale, società di ogni tipo e privati cittadini si sono mossi con attività e servizi per la comunità. E con donazioni in denaro. Su Civitavecchia in molti si sono movimentati per supportare l’ospedale e gli operatori sanitari nell’emergenza, anche portando da mangiare, ed ogni modo è gradito purché ognuno di noi faccia sentire la propria vicinanza, dimostrando che chi sta combattendo in prima linea nelle corsie non è solo.

E con loro anche le forze dell’ordine, le ditte di pulizie che continuano a fornire i servizi, i trasportatori che garantiscono l’approvvigionamento delle merci negli scaffali e molti altri ancora.

La situazione all’ospedale San Paolo sta diventando sempre più critica, con strutture che necessitano di essere adeguate per le emergenze in breve tempo e personale spesso senza le dovute protezioni contro il contagio. In questo momento di profonda difficoltà visibile sotto gli occhi di tutti, viene da chiedersi se qualcosa non poteva essere fatto già negli anni passati, soprattutto in presenza di una forte servitù sanitaria.

Non si vuole sindacare in questa sede se e quanto il colosso energetico dell’Enel abbia o meno donato all’Ospedale San Paolo in questi giorni, anche se il principio di trasparenza lo richiederebbe. Vogliamo ragionare se era possibile prevedere uno stanziamento di parte dei soldi dati da Enel al Comune di Civitavecchia per attività di potenziamento del sistema sanitario e ospedaliero locale.

È bene ragionare sul perché non si sia affrontata prima questa possibilità, domandando: “perché nessuno ci ha pensato prima?” nonostante i molti casi di patologie polmonari e tumorali sul territorio.

Utilizzare i fondi messi a disposizione da Enel per eventi culturali, strade e parchi è un bene e ne siamo tutti consapevoli; meno, se non dissennato, è stato dilapidarli negli anni passati per la spesa corrente del Comune. Ma è opportuno che sia creata una classifica delle priorità degli investimenti per il territorio; ancor più per il fatto che il sistema sanitario, di cui l’Italia si fa vanto, è stato negli ultimi anni soggetto alla mannaia della spending review e alla cancellazione dei costi con un tratto di penna stilografica.

Una piccola, piccolissima, provocazione vuole essere lanciata verso Enel e l’Amministrazione Comunale – presente e futura -. Che sia previsto nel piano di compensazione dei fondi Enel per Civitavecchia una percentuale rilevante per potenziare il sistema sanitario, ospedaliero e assistenziale sul territorio, potendo creare strutture e formare personale all’avanguardia, nonché rispondere a situazioni di emergenza laddove in futuro si presentassero. Realizziamo ricerca per contrastare le malattie polmonari che sempre più colpiscono – e purtroppo colpiranno – le generazioni di Civitavecchia, da cui nessuno è esente.

E se Enel ha contribuito ad una donazione come molti altri hanno fatto per contrastare questo nemico invisibile che sta mettendo in ginocchio il nostro sistema sanitario, dichiari quanto ha contribuito, senza alcun timore, perché non c’è vergogna nella beneficenza, soprattutto nel momento del bisogno. Che poi di beneficenza non si tratta. Quanto raccolto è solo un piccolo supporto per chi sta mettendo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri, combattendo in prima linea. E che gli siano date le giuste “armi” per combattere.