Scoppia la polemica dei sorci

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topoCIVITAVECCHIA – Provoca inevitabilmente polemiche l’espressione usata ieri dal Sindaco Moscherini, nel corso dell’inaugurazione del mercato provvisorio, il quale riferendosi all’area coperta di Piazza Regina Margherita ha parlato testualmente di “sorciaro”. Definizione commentata immediatamente dal Partito democratico che parla di autogol del Primo cittadino.
“A pensarci bene se ci sono i sorci al centro della città – si legge in una nota della Segreteria – forse è perché sono usciti dalle caditoie (fogne), perché stavano troppo stretti, dal momento che erano vistosamente aumentati di numero, oppure le condutture fognarie si sono rotte e i piccoli animali hanno voluto andare a zonzo per non solo a Piazza Regina Margherita, ma anche nei parchi cittadini e in altre vie della città. È bene ricordare che non sono i civitavecchiesi a scaricare i ‘sorci’ dal water o dai lavandini, ma i piccoli topolini nascono e vivono nelle fogne. E un servizio che i cittadini civitavecchiesi pagano con i loro soldi, vale a dire la manutenzione delle condutture di scarico, chi l’ha vista?”. “Il compito di un’Amministrazione Comunale – prosegue il Pd – è quello di gestire una città, curando anche la manutenzione delle tubature sia idriche che fognarie, non quello di mostrare, per l’ennesima volta, disprezzo per la città che si sta ‘governando’ per motivi che forse non dipendono dai cittadini. O forse ci siamo persi qualcosa in ambito di Pubblica Amministrazione?”.
Critiche al Sindaco anche dal Segretario dei Repubblicani europei Vincenzo Monteduro, per il quale “il Capo di una pubblica Amministrazione dovrebbe avere maggior rispetto per i  cittadini che amministra di qualunque estrazione sociale essi siano”. “Non si può andare con il cappello in mano  a chi tiene le chiavi dei forzieri e vilipendere la classe operaia alla stregua di una etnia di zingari rom  – afferma Monteduro – Gli ambulanti de ‘la Palmetta’ sono padri di famiglia che vivono del loro onesto lavoro senza nulla chiedere se non quello di essere lasciati lavorare in pace e non sotto l’assillo di uno sfratto per soddisfare le chimere di qualcuno. Piazza Regina Margherita, Sindaco,  non è il ‘sorciaro’, che lei crede ma un sacro luogo di lavoro e non può essere sacrificato per istallarci un’orchestrina per le sue notti insonni. E non è nemmeno Palazzo del Pincio che una certa classe politica ha ridotto a inguardabile porcilaia” .