Scilipoti: “L’unica soluzione per lo Stadio del Nuoto è pubblica e virtuosa”

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CIVITAVECCHIA – Dal Consigliere comunale Patrizio Scilipoti riceviamo e pubblichiamo:

“Abbiamo letto con molta attenzione l’intervista dell’amico e giornalista Romiti al Vice-Presidente della SNC Civitavecchia, Avv. Simone Feoli.
L’abbiamo letta e riletta ma, forse, abbiamo compreso male, ovvero mal interpretato ciò che è scritto.
Tanto per cominciare ribadiamo, urbi et orbi, che lo Stadio del Nuoto ‘Pala Marco Galli’ è una struttura pubblica cittadina pagata con i soldi dei contribuenti e nata per favorire lo sport cittadino.
Partendo da questo assunto, siamo certamente aperti a una vera ed efficiente gestione dello stesso, ma non comprendiamo né la tempistica né l’utilità, dal punto di vista pubblico, di affidarlo a imprenditori, che legittimamente ricercano il profitto e l’utilità economia.
Sarà sicuramente un nostro limite ma, dall’intervista, non abbiamo compreso se nelle intenzioni di questa ipotetica ‘troika’ formata da facoltosi imprenditori cittadini, ci sia la volontà di farsi dare la gestione dello Stadio del Nuoto e, attraverso interventi economici del Comune e di altri soggetti privati, fare business. Non abbiamo compreso se questo sia effettivamente il progetto che sta serpeggiando nelle stanze di Palazzo del Pincio, con ogni probabilità abbiamo mal interpretato le parole di Feoli.
In caso contrario diciamo, con il sorriso, sia al Vice Presidente Feoli che agli eventuali imprenditori della ‘troika’, no grazie. Civitavecchia ha già dato e, se ci è concesso, aggiungiamo che i civitavecchiesi non hanno l’anello al naso.
La strada da intraprendere è un’altra, pubblica e virtuosa.
Innanzitutto il Sindaco, e non eventuali e ipotetici imprenditori, deve andare immediatamente da ENEL e pretendere che la stessa modernizzi e, soprattutto, efficienti l’impianto dal punto di vista energetico, così da abbattere definitivamente gli ingenti costi di gestione del medesimo, per il quale, è bene ricordarlo, sono state impiegate tecnologie obsolete già al tempo della realizzazione (oltre ad essere costruito in un luogo difficilmente comprensibile!). Sarebbe ora, dopo più di quindici anni, di risolvere definitivamente tali problemi strutturali, evitando di procrastinarli ulteriormente al solo fine di intercettare contributi pubblici e privati che non vengono poi utilizzati nell’interesse generale della collettività.
Una volta che questo impianto sarà reso efficiente dal punto di vista energetico, siamo convinti che debba essere affidato in gestione, alle società natatorie locali che, a quanto è dato sapere, già da tempo hanno raggiunto un accordo per una gestione comune.
Questa è la via: struttura pubblica ed efficiente con gestione delle società locali, nell’interesse generale della collettività. Un discorso che, tra l’altro, dovrebbe essere declinato anche alle altre strutture sportive cittadine.
Nell’ipotesi in cui, invece, ipotetici e facoltosi imprenditori volessero, senza nulla in cambio, donare 500.000,00 euro (cifra che abbiamo letto nell’intervista di cui sopra) per modernizzare energeticamente la struttura pubblica, sarebbero di certo i ben venuti. In caso contrario, consigliamo al sindaco di non ascoltare i canti ammalianti delle sirene di turno.
Le strutture pubbliche vengono create per l’utilità della collettività e non per speculazioni economiche. Pertanto, lo sport cittadino, sia natatorio che di ogni altra disciplina non deve essere merce di scambio di alcunché né deve essere trascurato ovvero lasciato in mano a privati”.

Patrizio Scilipoti – Consigliere Comunale di Onda Popolare