Scarico di liquami in Porto, interrogazione parlamentare del PD

0
225

CIVITAVECCHIA – Una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per fare luce sui liquami scaricati in mare dalle navi Costa Victoria e MSC Grandiosa attualmente ormeggiate e bloccate nel Porto di Civitavecchia a seguito dell’emergenza Covid-19.
L’hanno presentata 23 deputati del Partito Democratico, esprimendo preoccupazione per le conseguenze ambientali derivanti dalle operazioni di scarico, dal momento che tali tipo di navi accumulano mediamente in un giorno 250/300 metri cubi di liquami.

Ma l’attenzione dei deputati democrat è puntata soprattutto sulla legittimità nota dell’11 giugno 2019, “Disciplina del Sewage prodotto dalle navi”, a firma congiunta del Direttore Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali del MIT e del Direttore Generale per i rifiuti e l’inquinamento del MATTM, successivamente trasmessa dal Reparto Ambientale Marino a tutte le Capitanerie di Porto è in virtù della quale è stato autorizzato anche a Civitavecchia lo scarico di liquami attualmente in corso.

La nota congiunta dei direttori generali di MIT e MATTM – si legge nell’interrogazione – ad avviso degli interroganti, non interpreta le norme vigenti, ma le deroga incredibilmente fino a produrre la licenza ad inquinare, contravvenendo alle normative nazionali e internazionali; la nota afferma infatti che ‘la nave dotata di un impianto [di trattamento del sewage] di cui alla regola 9.1.1 dell’Annesso IV della Convenzione Marpol può scaricare gli effluenti senza restrizioni in termini di distanza dalla costa, velocità e rateo di discarica, quindi anche nelle acque portuali, purché l’impianto di trattamento dei reflui sia pienamente operativo ed efficiente e non si determinino le condizioni negative (produzioni di solidi galleggianti o decolorazione delle acque circostanti) previste nella regola 11.1.2.2 del medesimo Annesso IV’; il RAM, con la sua comunicazione del 24/06/2019, invita inoltre tutte le Capitanerie di Porto a ‘valorizzare le superiori indicazioni ministeriali nei rispettivi sorgitori, anche adeguando, laddove fosse necessario ed eventualmente d’intesa con le AdSP, le previsioni dei Piani Rifiuti nonché quelle ordinative già emanate’, cioè sostanzialmente invita tutte le Autorità portuali a consentire lo scarico nelle acque portuali purché le navi abbiano l’impianto di trattamento del sewage”.

Inoltre, si legge ancora nell’interrogazione, “la Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi (nota come Marpol 73/78), recepita dall’Italia, all’Annesso IV, regola 12, stabilisce che ogni Governo ‘si impegna a garantire nei porti e terminali la fornitura di strutture adeguate per soddisfare le esigenze delle navi che le utilizzano, per la ricezione dei liquami’”, mentre “il decreto legislativo n. 182 del 2003, di attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi, dispone all’articolo 7 che ‘Il comandante della nave, ogniqualvolta lascia il porto di approdo, conferisce i rifiuti prodotti dalla nave all’impianto portuale di raccolta prima di lasciare il porto’”;

Secondi i deputati firmatari, se al porto di Civitavecchia anche la nave Costa adottasse un tale comportamento e la sosta in porto durasse a lungo, “il porto verrebbe trasformato in una bomba ecologica; stessa sorte peraltro capiterebbe agli altri porti e alle coste italiane e al mare Adriatico in particolare, per consentire un ‘risparmio’ di circa 50 euro a metro cubo di liquami alle Compagnie di navigazione”.

Motivo per cui i 23 deputati del PD interrogano i ministri per sapere “se sono a conoscenza di quanto suesposto e se e quali misure intendono adottare per garantire la funzionalità dei porti e la tutela della salute e dell’ambiente marino”.

Non è un attacco alla Capitaneria e all’Autorità Portuali – tiene a precisare il segretario del Pd cittadino, Stefano Giannini ai quali si chiede solo collaborazione rispetto alla necessità di sapere cosa e quanto è stato scaricato dalla nave MSC Grandiosa. L’obiettivo è la tutela dell’ambiente nel rispetto della normativa e la tutela dell’occupazione in quanto esistono aziende per i servizi portuali che si occupano, per l’appunto, dello smaltimento dei liquami”.

(immagine di repertorio)

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY