“Rifiuti di Roma a Civitavecchia: un preoccupante silenzio-assenso dalle istituzioni”

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CIVITAVECCHIA – La corretta gestione del ciclo dei rifiuti rappresenta un obbligo normativo ma anche di civiltà per chi governa le amministrazioni pubbliche, il cui obiettivo primario deve essere la salute dei cittadini ed il rispetto della compatibilità ambientale dei territori, non solo quello di fare cassa.

Dopo l’agitazione (più mediatica che reale) delle scorse settimane per la determina della dirigente regionale Tosini, dove per salvare la Regione dal commissariamento non si è esitato a considerare Civitavecchia come pattumiera del Lazio, è notizia delle ultime ore che il nuovo carico di rifiuti pare non sia ancora arrivato.

Non per sopraggiunta accortezza e responsabilità istituzionale, a quanto si capisce: semplicemente pare non si siano messi d’accordo sulle tariffe, nel frattempo ritoccate al rialzo.

In buona sostanza, il quadro che se ne deduce è che, mentre l’assessore Valeriani si intrattiene al fresco nei tavoli in collina a parlare della “monnezza” da portare a Civitavecchia, i suoi uffici provano pure a farci cassa.
Allora che si fa? Si convoca subito un altro tavolo, con buona pace di tutti, Comuni, Città Metropolitana, Regione.

Data la forte calura estiva, è comprensibilissimo che la scelta di riunirsi cada su luoghi ameni e gradevoli; ma le sedi istituzionali mantengono immutato il loro ruolo.

E le sedi istituzionali per dirimere questioni di natura strettamente legata alla programmazione politica ed istituzionale, si chiamano Consiglio Regionale, Consiglio Comunale, Consiglio Della Città Metropolitana.

A tutt’oggi non risulta alcun atto concreto per il ritiro di quanto deliberato dagli uffici regionali e la sensazione è di un trasversale silenzio assenso, coperto solo dal velo pietoso di qualche comunicato stampa, a tratti paradossale per chi ha responsabilità decisionali.
Eppure il territorio ha abbondanza di autorevoli rappresentanti nelle istituzioni, tutti di grande esperienza e diversamente distribuiti, dalla Regione, alla Città Metropolitana, al Parlamento; per non parlare dei campioni dell’ambientalismo dell’amministrazione comunale a Cinquestelle, che ormai hanno l’opportunità di trovare loro omologhi in tutti i principali livelli di governo del paese. Se Civitavecchia non è considerata solo un serbatoio di voti, agiscano!

I consiglieri regionali di Civitavecchia presentino formale richiesta al presidente Zingaretti, sottoscritta e protocollata, di revoca immediata della Determinazione firmata dalla Tosini e di ogni atto che preveda la creazione di ulteriori servitù; allo stesso modo, il Consiglio Comunale di Civitavecchia esprima con la chiarezza di un voto la propria volontà in tal senso; il nostro concittadino consigliere della Città Metropolitana, diffidi la presidente Raggi ad inoltrare analoga formale richiesta alla Regione Lazio; il sindaco Cozzolino e l’assessore Manuedda diano finalmente una prova di attaccamento alla città e di capacità amministrativa attivando tutti i canali, anche legali, per bloccare definitivamente ogni nuovo scempio sulla pelle dei cittadini.

Atti, non chiacchiere, su cui è auspicabile la massima convergenza istituzionale.

 

Lucia Bartolini“A GAUCHE” Associazione per la Sinistra