Rifiuti. CSP prova a rassicura i cittadini, ma dal M5S accusano: “Uno scempio”

CIVITAVECCHIA – Prova a rassicurare i cittadini e a garantire una limitata durata dei disagi Civitavecchia Servizi Pubblici dopo le criticità emerse con i recenti cambiamenti degli orari nella raccolta differenziata porta a porta nel centro cittadino. Criticità accompagnate da inevitabili proteste dei cittadini e critiche dell’opposizione.

“La Società – si legge in una nota di CSP – informa i Signori utenti della cosiddetta ‘Zona 1’ (Centro cittadino) che lo svuotamento dei mastelli delle frazioni della raccolta differenziata ‘porta a porta’ avverrà, la notte e la mattina successiva alla esposizione, a partire dalle 4.00 e comunque entro le ore 10.00. Per quanto la modifica della esecuzione del servizio non appaia evidentemente sostanziale, la CSP srl invita quindi i Signori Utenti a tenere in considerazione i nuovi orari. Va ribadito nuovamente come il nuovo orario di svuotamento dei contenitori dei rifiuti ‘porta a porta’ riguardi solamente le utenze domestiche e commerciali ubicate nella Zona 1 (centro cittadino). La società è certa che, dopo qualche probabile difficoltà nella fisiologica fase di riequilibrio, possa essere raggiunto il più importante risultato del miglioramento del servizio con il contemporaneo contenimento dei costi. La CSP srl intende ringraziare anticipatamente i Signori utenti per la disponibilità e la collaborazione, che rappresenta sempre il fattore determinante per la riuscita e la buona gestione del servizio. Gli uffici di CSP rimangono a completa disposizione degli Utenti per ogni eventuale chiarimento e/o informazione. E’ la nostra Città. Prendiamocene cura”.

Ma sul fronte politico la polemica resta accesa e le critiche continuano a piovere, con gli attivisiti del M5S che parlano senza mezzi termini di “scempio”. “Già da qualche mese – affermano – stiamo assistendo ad un sistematico e progressivo smantellamento del servizio: inizialmente fu la riduzione dei giorni previsti per il ritiro della plastica, passati da 2 ad 1, e già questa si palesò come una decisione del tutto illogica, essendo la plastica notoriamente il materiale più utilizzato e che quindi si accumula in maggiori quantità. A questa discutibile decisione si è poi aggiunta la modifica del calendario di raccolta, con rimescolamento dei giorni stabiliti per il conferimento dei diversi materiali, avvenuta con un misero post su Facebook: un vero e proprio gioco delle tre carte che ha generato confusione nei cittadini, i quali avevano appena fatto in tempo a memorizzare la suddivisione  originariamente stabilita, e che, udite udite, per il solo mese di novembre 2019 ci è costato 17.000 euro in più di indifferenziata in discarica. A completamento dell’ ‘opera’, inoltre, si è aggiunto da qualche giorno un inaspettato cambio degli orari di raccolta dei rifiuti da parte degli operatori di Csp, modifica della quale ci si è ben guardati dal dare adeguata informazione alla cittadinanza, con conseguente accumulo su strada di mastelli e sacchetti contenenti l’umido e la plastica, esposti dagli ignari cittadini che confidavano nel consueto ritiro, e suscitando inevitabilmente il malcontento degli stessi. In altre parole una città in preda al caos. Quale migliore strategia per indurre i meno attenti a lamentare il malfunzionamento della raccolta differenziata e per far riemergere in loro la nostalgia dei vecchi cassonetti? Ci preme quindi evidenziare come il problema non sia la raccolta porta a porta, visti i ben diversi risultati che erano sotto gli occhi di tutti fino a poco tempo fa, bensì il disegno preciso di chi ci amministra di mandare a monte un servizio che aveva dimostrato tutta la sua efficienza. Come se non bastasse ci sono giunte segnalazioni relative al fatto che gli addetti di Csp invitino i cittadini a lasciare direttamente le buste in strada, con buona pace del decoro urbano, in quanto non dotati di adeguati e sufficienti dispositivi di sicurezza, il che ci pare di assoluta gravità in considerazione del periodo che stiamo attraversando, oltre a far sorgere interrogativi sul ruolo dei sindacati in questa disdicevole situazione: un silenzio assordante, il loro, a fronte di una mancanza che rischia di danneggiare la salute stessa dei lavoratori nonché dei cittadini. In conclusione – chiosano le attivisti Cinque Stelle – lascia a dir poco l’amaro in bocca constatare che, ancora una volta, chi amministra non ha a cuore il bene della città, preferendo piuttosto perseguire altri interessi, meglio ancora se affossando un servizio, nonostante il suo funzionamento, solo perché riconducibile ad una diversa corrente politica”.