Rifiuti, Città Futura: “Si stanno creando le condizioni per bruciare i rifiuti a Tvn”

CIVITAVECCHIA – DallAssociazione “Città Futura” Civitavecchia, riceviamo e pubblichiamo:

“La perenne polemica sui rifiuti fra la Sindaca di Roma e il governatore del Lazio alla fine ha trovato una via di fuga: l’immondizia di Roma nei territori limitrofi.
Era facile prevederlo, d’altronde non si può tergiversare all’infinito, l’emergenza prima o poi chiede il conto: Roma sommersa dai rifiuti è da troppo tempo uno spettacolo indecoroso.
Sono evidenti le responsabilità politiche, che hanno sì radici lontane, ma oggi sono tutte a carico di chi governa le istituzioni: Zingaretti e Raggi. Il rimpallo di responsabilità non solo è intollerabile, fa persino incazzare, quindi prima finisce meglio è.
Intanto i rifiuti rischiamo di pigliarceli noi. Col paradosso che ciò avviene mentre noi stessi portiamo parte dei rifiuti a Viterbo e nel frattempo abbiamo faticosamente avviato la raccolta porta a porta.
Un caos.
Ora ci sarà il solito gioco delle parti: lo scarico delle responsabilità da una parte, l’indignazione e le barricate dall’altra. Ancora una volta noi, che oggi stiamo in “Città Futura”, staremo dalla parte della protesta.
Lo abbiamo fatto quando Alemanno, La Russa e Panzironi volevano fare la discarica di Roma ad Allumiere, quando abbiamo impedito la realizzazione del Mega digestore alla Farnesiana e quando si voleva realizzare l’inceneritore di armi chimiche. Lo faremo anche questa volta, al di là del colore politico. Soprattutto in base al principio che ogni territorio ha il dovere di gestire le proprie criticità, non può scaricarle su altri; la solidarietà fra territori è anch’essa un dovere, ma deve attivarsi quando si è fatto tutto il possibile per evitare la tragedia e non è certo questo il caso.
La nostra preoccupazione però va oltre la contingenza del momento: se leggiamo il quadro più generale, non possiamo non vedere che si stanno creando (artatamente?) le precondizioni per favorire la realizzazione di quel progetto mai definitivamente scongiurato, ovvero bruciare i rifiuti nella centrale. Fantasie? Tutt’altro. Enel acuisce lo scontro sull’occupazione generando un odioso ricatto occupazionale mentre, nel frattempo, da un lato aumenta la produzione e dall’altro chiede di passare dal carbone al gas. La politica, tranne che in qualche caso isolato, in campagna elettorale non si è mai dichiarata nettamente contro questi progetti, né tanto meno ha dissipato le ambiguità sull’ipotesi di incenerimento dei rifiuti.
E poi ci sono gli interessi inconfessabili e spesso trasversali di questa o quella lobby, e queste davvero non si fanno scrupoli nella strumentalizzazione dell’intera vicenda.
Inoltre, poiché nel porto i veri traffici registrano una costante e preoccupante flessione, non vorremmo che l’immondizia passasse per traffico salvifico dell’economia portuale.
Occorre un progetto nuovo per la città, che superi l’utilizzo dei combustibili fossili e liberi anche il porto da tali dannose servitù.
Lo abbiamo ribadito più volte, anche in campagna elettorale, invitando le forze politiche a prendere su questo posizioni chiare: l’exit strategy dal carbone è una sola: la riconversione dell’intero ciclo energetico e produttivo alle energie rinnovabili è l’unico modo di rilanciare una città che ha pagato oltre misura un prezzo altissimo sia in termini ambientali che di salute.
Da parte nostra lavoreremo a tutto campo provando a coinvolgere Enti, aziende e tecnici del settore al fine di mettere in campo una proposta che, attraverso la riconversione alle fonti rinnovabili, sia in grado di coniugare sviluppo e occupazione con il rispetto dell’ambiente e delle comunità locali.
Non è certo accollandoci altre criticità come la monnezza che rilanceremo il nostro territorio”.

Associazione “Città Futura” Civitavecchia