CIVITAVECCHIA – Ha preso ufficialmente il via questa mattina la raccolta firme per l’indizione dei due referendum cittadini contro la privatizzazione dei servizi pubblici e contro l’ipotesi discarica e combustione dei rifiuti nel territorio comprensoriale. E la prima risposta dei cittadini è stata sicuramente incoraggiante. Nonostante il freddo e la pioggia, infatti, nelle due ore e mezza di banchetto allestito di fronte alla Compagnia portuale si è registrato un flusso ininterrotto di gente e, intorno alle 13, sono state oltre
200 le firme raccolte. Una cifra che lascia soddisfatti i promotori dei due quesiti che, come noto, per poter essere indetti necessitano di 2.000 adesioni. “Un traguardo che siamo altamente fiduciosi di raggiungere nei trenta giorni disponibili, superando anche quota 2.000 firme” ha commentato Ismaele De Crescenzo. Anche perché continuano a pervenire adesioni ufficiali alla campagna referendaria. Nella giornata odierna si sono aggiunte infatti quelle dell’Italia dei Valori e del Comitato Piazza Pulita.
”Per chiarezza diciamo subito che Idv appoggia pienamente i due quesiti referendari proposti dal Comitato – si legge in una nota ufficiale dei dipietristi locali – In effetti, pur non essendo a priori contrari alle privatizzazioni come soluzioni economiche che possano recare vantaggi al cittadino, nel caso specifico non contestarne prospettive ed obiettivi, tanto più che le stesse modalità di attuazione manifestano preoccupanti distorsioni, ma soprattutto intrecci di interessi (di pochi) che non ci sembra coincidano con quelli della cittadinanza. Altro buon motivo per dire sì al referendum, è poi il fatto stesso che costituisce una ghiotta opportunità per stroncare sul nascere scelte pericolose e spregiudicate in materia di rifiuti, restituendo così alla gente il diritto dovere di poter scegliere del proprio futuro, ed evitare l’ennesimo stupro di questo territorio e della salute di chi lo abita”. L’Idv fa inoltre notare, rispondendo alle critiche espresse ieri dal Sindaco Moscherini, come non possono addursi motivazioni economiche ostative
all’esecuzione dei referendum proposti per l’abbinamento di questi con quelli nazionali.
Il Comitato Piazza Pulita dal canto suo invita i cittadini a sottoscrivere la richiesta dei due referendum perché “scelte così importanti per il nostro futuro non possono passare all’insaputa e contro la volontà dei cittadini”. “Non possiamo assistere inerti all’abdicazione da parte dell’ente pubblico delle proprie funzioni e responsabilità in merito all’organizzazione e gestione dei più importanti servizi locali. – commentano – Da parte di questa amministrazione è l’ammissione palese dell’incapacità a dare risposte ai bisogni primari dei cittadini; è il tentativo di tirarsi fuori dalla gestione fallimentare di questi anni abbandonando tutto in mano ai privati. La privatizzazione, però, non fa miracoli, non risolve i problemi ma li aggrava, perché la natura stessa dei beni e dei servizi che si vorrebbero privatizzare non può soggiacere alle logiche prevalenti del mercato e del profitto. Nei comuni dove si è seguita la strada della privatizzazione i risultati sono stati disastrosi: aumento delle tariffe, peggioramento della qualità dei servizi, riduzione del personale, impossibilità di svolgere qualsiasi funzione di indirizzo e controllo dal basso, per cui i cittadini in molti casi si stanno mobilitando per ritornare alla gestione pubblica”. Così pure sul tema dei rifiuti secondo Piazza Pulita “la volontà popolare espressa nella consultazione referendaria sarà decisiva perché gli amministratori a tutti i livelli prendano definitivamente atto che non siamo più disposti a tollerare altri scempi ambientali e attentati alla salute”.
L’unica voce che in questo contesto referendario ancora non si fa sentire è quella del Partito Democratico. Tanto per cambiare, infatti, non è ancora chiara la linea che il Pd locale ha deciso di seguire.






