CIVITAVECCHIA – “In perfetta sintonia con lo sforzo complessivo che il Presidente Zingaretti sta mettendo in campo per superare il disavanzo economico e migliorare l’assistenza sanitaria dl Lazio, abbiamo raccolto in modo proattivo la sua ‘sfida’ di razionalizzazione con il varo di un modello completamente nuovo volto a garantire efficienza all’intero sistema.”
Questa in sintesi l’introduzione del Direttore Generale dott. Quintavalle alla Conferenza stampa di presentazione del Piano Strategico aziendale per il triennio 2014-16 e del nuovo Atto Aziendale che rappresenterà il nuovo modello organizzativo dell’Azienda Sanitaria per l’attuazione di tali strategie.
“Grazie ad un ottimo lavoro di concertazione con i rappresentanti delle istituzioni locali , – ha proseguito – siamo riusciti ad elaborare un Piano che, pur nelle ristrettezze di risorse, tiene conto delle tante peculiarità della nostra area geografica: un potenziamento dei posti letto e delle attività dell’Ospedale S Paolo, una diversa conformazione funzionale del Presidio di Bracciano, la realizzazione nel triennio di cinque strutture di raccordo nei quattro distretti che saranno imperniate sulle nuove Case della Salute, l’attivazione degli Hospice oncologici.”
“Si è evitato il ridimensionamento della Pediatria – va avanti il manager – perché la Regione ha compreso quanto questa ipotesi avrebbe lasciato ‘scoperta’ l’assistenza alle emergenze pediatriche e neonatali in questo quadrante geografico. Il decreto di riordino ha inoltre mantenuto e potenziato l’attività ostetrico ginecologica, attività che dovrà produrre un significativo aumento del numero di parti annui. In tal senso si colloca il percorso nascita con l’Ospedale di Tarquinia, nell’ambito di una sperimentazione interaziendale, con ipotesi realizzative che sono attualmente allo studio”
“Abbiamo ridisegnato la funzionalità del Dipartimento di Emergenza ed Accettazione, nel quale è stata inserita anche l’area chirurgica mutuando molte esperienze analoghe già attuate in ambito regionale e nazionale. Colgo anzi l’occasione per ringraziare il dottor Di Gennaro, per il lavoro svolto sinora e per quanto svolgerà in futuro, riuscendo sempre a garantire prestazioni all’altezza della situazione nonostante le tante, pesanti carenze di risorse. La nuova configurazione del DEA sono certo che arricchirà le sinergie e moltiplicherà le interazioni, riaffermando nella propria mission quello spirito di risposta pronta ed efficace alle emergenze sanitarie di cui i cittadini hanno talvolta bisogno.”
“L’oncologia acquisterà autonomia funzionale – ha inoltre affermato Quintavalle – con un propria una unità operativa autonoma, che si raccorderà con le nostre attività di screening (mammella, colon retto, ed entro l’anno anche cervice uterina) e con gli ulteriori livelli di intervento già erogati brillantemente dai professionisti della chirurgia generale. Un ruolo fondamentale in questo senso sarà affidato al Registro Tumori di recente istituzione e che, in collaborazione con i vari comuni della ASL, sarà presto esteso all’intero territorio. Inoltre una specifica unità operativa si occuperà del delicato rapporto con la medicina carceraria all’interno delle due case circondariali cittadine.”
“Infine in questo brevissimo sommario delle novità – aggiunge – è d’obbligo inserire il nuovo modello dei Piani per il superamento delle liste di attesa e dei Piani diagnostico – terapeutici assistenziali, che esordiranno inizialmente in via sperimentale per alcune patologie e diventeranno, nella collaborazione con i medici di famiglia, veri elementi di innovazione per il cittadino. Questa sarà una vera rivoluzione in termini di efficienza ‘percepibile’ e permetterà alla nostra sanità e complessivamente alla regione Lazio di superare le sacche di inefficienza e di sciogliere i molti nodi funzionali fino ad oggi purtroppo persistenti.”
Dulcis in fundo, al termine della conferenza, il Direttore Generale ha dato notizia che la Regione Lazio ha concesso una deroga per l’assunzione a tempo indeterminato di un dirigente medico per il Pronto Soccorso, una autentica boccata di ossigeno all’unità operativa del San Paolo che per varie cause vive da tempo una carenza di medici in attività.







