“Questa è la scommessa per la politica: non lasciare sole le imprese”

226

CIVITAVECCHIA – Da Tullio Nunzi riceviamo e pubblichiamo:

“Secondo dati del centro studi di Confcommercio,con l’eventuale ‘riapertura’ e ripartenza dell’Italia tra settembre e ottobre, ipotesi plausibile, vi sarebbe una riduzione di consumi di oltre 52 miliardi, ed un calo di Pil di circa il 3,55%.
Ovviamente i settori più colpiti sono alberghi e ristorazione (-23 miliardi di consumi nel 2020),trasporti e acquisto autoveicoli (-16 miliardi)cultura e tempo libero (-8 miliardi), abbigliamento (-6 miliardi).
Una situazione tragica, che anche nella ipotesi migliore di interventi europei, non eviterà la recessione, al massimo la potrà mitigare.
I dati riguardanti la fiducia dei consumatori e delle imprese non lasciano dubbi;se come afferma Confesercenti in una sua indagine, il 40% delle aziende del commercio pensa che non riaprirà i battenti, si ha la sensazione di una situazione economica gravissima,dove la crisi si allunga e i danni economici crescono.
Credo che bisogna affidarsi ai competenti, visto i cretini che girano in rete; quindi le aperture vengano decise nel momento in cui l’emergenza primaria sia risolta; però è altrettanto vero, che bisogna pensare sin da ora agli interventi economici necessari ed avviare riforme rivoluzionarie, per contrastare un nemico straordinario.Sono a rischio interi settori produttivi
Tutti parlano di misery index, ma per la vicinanza che ho con molti commercianti, vi posso assicurare che per tanti esistono problemi giornalieri, dove a fronte di totali mancati introiti, bisogna pagare mutui, tasse,personale,bollette.Molto spesso si tratta di aziende familiari, dove sono presenti più nuclei che rischiano di trovarsi a spasso. Necessita dare loro
una adeguata liquidità.
La capacità di questo governo nazionale, ma anche locale, si vedrà se saprà conciliare l’emergenza sanitaria, con la ripresa economica, che è necessaria e non può tardare, pena il totale sconquasso di un sistema, come quello terziario, che in questa città, e non solo, era preponderante.
Questa è la scommessa per la politica, non lasciare sole le imprese”.

Tullio Nunzi