CIVITAVECCHIA – Un accorato appello quello che lancia il Consigliere comunale dell’Idv Vittorio Petrelli al Direttore dell’Osservatorio ambientale, Ing. Bruno Placidi, e al Presidente del Consorzio per la gestione dell’Osservatorio Ambientale, Dott. Manrico Coleine, oltre che al Sindaco Gianni Moscherini, per scongiurare la riattivazione del quarto gruppo di Torre Valdaliga Sud. Lunedì prossimo, infatti, il primo cittadino si recherà come noto presso il Ministero dell’Ambiente per pronunciarsi sul futuro del quarto gruppo dell’impianto gestito da Tirreno Power ed in merito al quale, pur negando l’ipotesi di bruciare cdr, non ha nascosto in queste settimane la propria intenzione a sostenerne la nuova entrata in funzione.
Una posizione che, rileva Petrelli, oltre a contraddire il preciso mandato affidargli dall’intero Consiglio comunale di manifestare parere contrario, si pone in contrasto con il più volte citato decreto 140 del 5 aprile 2011 con il quale è stata ufficializzata la dismissione della quarta unità produttiva di Tvs, oltre che il famoso Decreto D’Alema del 1999 che prevede per la centrale una potenza massima di 1.200 Mw a fronte dei 1.500 che nuove produzioni di energia comporterebbero. Mantenimento fuori esercizio del quarto gruppo veniva disposto anche dal parere del Ministero dell’Ambiente per la riconversione a ciclo combinato di Tvs nel 2001, che prevedeva comunque il solo impiego come combustibile di gas naturale. Infine, sottolinea ancora l’esponente di minoranza, una eventuale riaccensione del quarto gruppo violerebbe il comma 1, art. 23, del d.lgs. 152/2006 che sancisce l’obbligatorietà della procedura del Via per unità produttive superiori alla potenza di 300 Mw.
A tutto ciò va aggiunto l’ultimo rapporto epidemiologico regionale che, dopo aver confermato il riscontro degli anni ’80 e ’90, vale a dire “un eccesso di tumore polmonare e della pleura nella popolazione adulta residente ed una maggiore frequenza di disturbi respiratori dell’infanzia”, suggerisce che qualsiasi nuova decisione sia adottata tenendo rigorosamente “conto dello stato di salute della popolazione”.
“Alla luce di quanto sopra – scrive dunque Petrelli – faccio quindi appello al Vostro senso di responsabilità ed alla consapevolezza dei compiti a Voi affidati quali responsabili degli Osservatori ambientali, strutture destinate a promuovere anche la soluzione di criticità ambientali proprie di siti industrializzati. Un atteggiamento men che rigoroso o, peggio, omertoso si tradurrebbe nella violazione di precise normative ambientali che, specialmente nel distretto duramente condizionato da servitù inquinanti quale quello di Civitavecchia, dovrebbero avere tutt’altra attenzione”.






