“Quando ai bisogni dell’utenza si contrappone la burocrazia c’è sempre qualcosa che non va”

CIVITAVECCHIA – Quando ai bisogni reali dell’utenza si contrappone la burocrazia c’è sempre qualcosa che non va.

La risposta alle nostre contestazioni da parte della ASL Roma 4 non fa che confermare quanto denunciato senza aggiungere nulla a giustificazione del taglio del servizio CUP in Via Cadorna (che ospita la sede del CAD che ha una rilevante importanza nella assistenza dei pazienti fragili costretti a domicilio e delle loro famiglie).

Il DGR 149/2018 citato nella risposta molto burocratese della ASL, nulla ha a che vedere con l’eliminazione di uno sportello CUP da anni attivo e consolidato sul territorio di Civitavecchia in uno snodo cruciale come quello della assistenza domiciliare e che ha finora agevolato il contatto diretto degli utenti con gli stessi operatori che quotidianamente si occupano di recepire le richieste a delicati bisogni.

Anzi, la citata deliberazione, prevede espressamente che “tutti i punti di accoglienza già attivi per l?utenza fragile (segretariati sociali, servizi CAD di ASL, consultori familiari, ecc.), se dotati di personale appositamente formato alle funzioni PUA e se connessi al sistema informativo SIAT di cui al paragrafo sottostante, possono svolgere la funzione di front-office”. Ed è esattamente la fattispecie di cui si tratta e su cui continuiamo a chiedere, con fermezza, un intervento della Direzione Strategica della ASL (che fa spesso dell’umanizzazione delle cure la sua bandiera), di Zingaretti e dei rappresentanti locali della Regione Lazio, per mantenere attivo nella sua integrità – sportello CUP compreso – uno snodo essenziale dei servizi territoriali.

 

Potere al Popolo – Civitavecchia