Pulizia del Porto, FIADEL: “Non si accusino i lavoratori Seaport”

CIVITAVECCHIA – “La situazione di incuria e sporcizia che si sta verificando all’interno dello scalo marittimo di Civitavecchia, è figlia della decisione da parte del Presidente dell’Autorita di Sistema Portuale, che con proprio Decreto ha deciso in modo unilaterale di ridurre i servizi alla società che si occupa dell’igiene portuale S.E.PORT S.r.L. La riduzione di 525.000 € circa deve essere portata a termine entro il mese dicembre 2021 ed a partire dal mese corrente”.

Così in una nota Mirko Giannino e Alessandro Peris del sindacato FIADEL, che punta il dito contro le scelte di Molo Vespucci: “Questa presa di posizione – proseguono i due sindacalisti – ha trasformato la situazione di pulizia dell’area, da fiore all’occhiello a criticità permanente, quello che più ci preoccupa è che non si punti il dito contro i lavoratori della società concessionaria che come sempre hanno svolto in maniera impeccabile le loro mansioni, tanto che tutta la cittadinanza elogiava e prendeva ad esempio la pulizia e l’accuratezza, con la quale era tenuto lo scalo. Siamo fortemente convinti che la disposizione impartita dall’Autorità, e cioè quella di far effettuare la raccolta 1,5 volte a settimana, lo spazzamento 1 volta a settimana, pulizia dello specchio acqueo per soltanto tre volte al mese nonché ad interrompere la manutenzione del verde pubblico ed il decoro urbano sia deleterio non solo per la tutela dell’ambiente ma per l’immagine dello scalo che poi è il biglietto da visita della città. Auspico che la decisione sui tagli dei servizi venga rivalutata e che il porto possa tornare a splendere come prima , ma soprattutto che le persone si rendano conto che lo stato attuale del porto non dipende in alcun modo dai lavoratori e dalla Società Concessionaria S.E.PORT la quale opera In attuazione delle disposizioni emanate dall’autorità di sistema portuale”.

“Esprimiamo inoltre preoccupazione – concludono Giannino e Peris – per la cassa integrazione alla quale saranno assoggettati gli operai i addetti a quei servizi che secondo alcune stime ammonterebbe, per quattro mesi a circa 200.000 € per non parlare poi dei licenziamenti paventati dalla Società se detta riduzione si dovesse ripetere”.