Portuali indagati, è di nuovo scontro politico

CIVITAVECCHIA – Reazioni politiche dopo la notizia dell’azione giudiziaria avviata nei confronti di 8 lavoratori portuali dopo il Consiglio comunale del 27 luglio 2018 che vide alcuni dipendenti della società Minosse, presenti alla seduta presso l’Aula Calamatta, contestare apertamente il Sindaco Antonio Cozzolino e l’Amministrazione.

Proprio il Sindaco interviene sulla vicenda, affermando, alla luce dei fatti, di non essere stupito per proseguo delle indagini da parte dei Carabinieri. “Quello che è successo durante quel consiglio comunale è molto grave per quello che è stato fatto nei confronti dell’assise e della figura del Sindaco – afferma – Io personalmente ho chiarito la cosa con il presidente della CPC e ho dimostrato in tutte le sedi di lavorare, a prescindere da tutto, nell’interesse di tutti i lavoratori del porto e di Civitavecchia. Ritengo comunque giusto che la giustizia faccia il suo corso perché sia chiaro che questo tipo di atteggiamenti non possono essere contemplati in un paese civile”.

Solidale con i lavoratori indagati, invece, il Capogruppo del Pd, Marco Piendibene: “Sono sconcertato e sinceramente dispiaciuto per più di una ragione – il suo commento – In primis questa vicenda testimonia ancora una volta l’incapacità del sindaco Cozzolino di sostenere un confronto, di mantenere la calma, quando viene incalzato da una platea esasperata per una qualsiasi ragione (in questo caso il rischio della perdita del posto di lavoro). Censuro poi il continuo ricorso all’intervento delle forza dell’ordine e alla denuncia come strumento che sostituisce la politica perché il confronto tra le parti può anche divenire aspro ma spesso può attenuare contrasti e incomprensioni. E se questo ricorso indiscriminato all’autorità giudiziaria è perpetrato da una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che quando fa opposizione sostiene persino la liceità dell’occupazione dei cantieri della TAV, allora siamo all’ipocrisia più insopportabile”.

Nel merito Piendibene ribadisce che “i lavoratori sono entrati nell’aula Calamatta mentre io stavo intervenendo sulla delibera degli equilibri di bilancio e nessuno mi ha interrotto. Chiaramente ho ritenuto che fosse opportuno ascoltare chi era venuto per chiedere di essere ascoltato dalle istituzioni e ho chiesto al Presidente Menditto di mettere in votazione una richiesta di 10 minuti di sospensione dei lavori. La votazione su questa mia proposta ha ottenuto il voto unanime di tutti i consiglieri presenti, sia di maggioranza che di opposizione e il Consiglio è stato così regolarmente sospeso”. “A questo punto – prosegue – il sindaco si è alzato dal proprio seggio e si è diretto verso l’uscita affermando che non sarebbe stato disponibile a fornire un palcoscenico a nessuno. Tale esternazione non ha certo contribuito a rasserenare gli animi dei tanti lavoratori presenti ma nonostante ciò, riportata la calma nell’aula, il presidente dei portuali Enrico Luciani ha preso la parola spiegando i motivi della loro preoccupazione lavorativa. Dopo l’intervento del presidente della CPC i lavori del consiglio sono ripresi e gli atti all’ordine del giorno sono stati regolarmente discussi e votati. La questione pertanto non è soltanto del tutto inopportuna ma è anche assolutamente infondata e immotivata”.

Solidarietà ai portuali indagati, infine, anche da parte di Potere al Popolo: “A prescindere da come si evolverà questa sorta di bolla di sapone giudiziaria, ci teniamo ad esprimere la massima solidarietà e vicinanza agli indagati. Sappiamo bene che nell’era dei presidi di lotta ‘recintati’ e degli sfottò agli studenti dalle finestre del comune, i locali magiordomi di Salvini tentano sempre di ridurre la normale dialettica politica all’applicazione di norme, regolamenti interni o peggio del neonato Decreto Sicurezza. Purtroppo per loro però la storia dei lavoratori in lotta parla un altro linguaggio. Chi si mobilita per difendere il proprio posto di lavoro di solito non si esprime sussurrando poesie. Ascoltare la voce dei lavoratori e contribuire a risolvere i loro problemi è tuttavia uno dei doveri istituzionali di un Sindaco. Aver innescato certi meccanismi con un atteggiamento di inconcludente chiusura non ha fatto bene né alla credibilità già piuttosto scarsa di questa giunta né, tanto meno, alla nostra città. Solidarietà ai portuali. Le lotte non si processano.