“Porto di Civitavecchia, terra di conquista”

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CIVITAVECCHIA – Dall‘associazione ‘A GAUCHE riceviamo e pubblichiamo:

“La Ministra De Micheli ha decretato: “Adsp, musolino funzionale ad assicurare la regolare prosecuzione dell’attivita’ dell’ente”.
Distogliendo solo per un attimo la sua preziosa attenzione dallo “straordinario” contributo che sta offrendo nella gestione dei trasporti in piena pandemia e dai colpi di genio sull’apertura domenicale delle scuole, la signora Ministra deve aver trovato il tempo di fare un’ampia e approfondita analisi di questo territorio, sotto il profilo antropologico, professionale, sociale, istituzionale, culturale, per arrivare a tanta perentoria conclusione che per trovare una valida guida del Porto di Civitavecchia toccava farsi un migliaio di chilometri e andarlo a prendere a Venezia, perché da queste parti girano solo cucuzze!
Vero è che se la pratica di catapultare sul nostro Porto nomi di lidi lontani si è consolidata senza colpo ferire, magari qualche ragione sulle cucuzze la ministra ce la può pure avere.
Ma ironia a parte, ci si risparmi almeno la beffa che il presunto criterio ispiratore possa essere stato quello del merito e della valorizzazione internazionale del porto, perché qui siamo a livelli di partitelle a scacchi per principianti.
Un ennesimo arrogante atto di vertice che mette la pietra tombale su ogni pratica di coinvolgimento della città nei processi decisionali che la riguardano, perché quando l’autorevolezza istituzionale e politica di una comunità è cancellata, lo è su tutto: dal Porto, al mega Digestore per i rifiuti, alla riconversione ENEL.
E la partita del Porto manco è chiusa, perché ora c’è da nominare il segretario per il quale pare di avere nelle orecchie il vomitevole brusio che starà animando quei due o tre cervelletti più o meno trasversali che si sono accaparrati il diritto di decidere per tutti; scevri ovviamente dal valutare competenze, conoscenze e senso di appartenenza (che davvero non guasta) in un settore di cui probabilmente non hanno la minima contezza.
Verrebbe quasi da pensare che la concomitante e anomala crisi della Giunta comunale possa non essere casuale, visto il sorprendente gradimento che il nuovo Presidente sembra riscuotere sia da sinistra che da destra.
Ma si tratterebbe di miserie aggiuntive, il vero nodo che fa correre un brivido dietro la schiena è la preoccupazione di merito, dettata da quella “prosecuzione” cui fa riferimento la Ministra di una gestione fallimentare ed inetta, nulla togliendo alle auspicabili quanto sconosciute competenze del nuovo capo di Molo Vespucci.
Competenze che saranno tutte da dimostrare sul campo, perché chi si è scottato con l’acqua calda ha paura pure di quella fredda, anche se questa massima per Civitavecchia non sembra valere.
Nel collegio più istituzionalmente rappresentato d’Italia, con una miriade di consiglieri regionali più una parlamentare, non c’è stato un onorevole, non una parte sociale, non un partito o movimento, dai più moderati ai più estremi, neanche uno che abbia almeno sollevato un pubblico dibattito sulla nomina del presidente dell’adsp, ponendo criteri inderogabili di interazione con la città e organizzando la dovuta battaglia politica.
Dignità vorrebbe che chiunque istituzionalmente e politicamente poteva e doveva avere un ruolo di garanzia in questa squallida vicenda, chinasse il capo e facesse un passo indietro, fino all’angoletto più vicino, in castigo. Per i prossimi vent’anni.
E sia chiaro, che queste parole non intendono essere lo sfogo di chi alza le mani di fronte alla triste evidenza, ma un preciso atto d’accusa contro l’ignavia di un contesto politico autoreferente e subalterno che continua a produrre lo sfacelo del territorio”.

Lucia Bartolini – Associazione ‘A GAUCHE