CIVITAVECCHIA – Il consiglio comunale di ieri si è aperto con un raggio di speranza, che è derivato da un buon lavoro svolto dalla conferenza dei capigruppo. E’ parso che il consiglio comunale fosse il centro della vita democratica di questa amministrazione. L’impegno bipartisan a favore del mantenimento dei livelli occupazionali di Torre Valdaliga Nord, Sud e dell’indotto attraverso l’apertura di una vertenza nazionale è stato un segno di buonsenso che noi abbiamo apprezzato.
Purtroppo il buon senso ha avuto vita breve. HCS, cui è stata dedicata la parte “aperta” del consiglio comunale, è una questione importante. Ne va del lavoro di chi vi è impiegato, della sopravvivenza delle famiglie coinvolte e, vista la rilevanza dei servizi che HCS va ad erogare, della qualità della vita di tutti i cittadini di Civitavecchia. Il rinvio a Giugno del concordato sposta in la il problema, non lo risolve. La discussione di ieri pomeriggio era attesa perché doveva svelare il piano di ristrutturazione delle aziende presentato dalla maggioranza.
Siamo stati delusi. Ci siamo ritrovati più o meno con la sola autodifesa del sindaco, che ha giustificato l’inerzia della propria amministrazione con una sorta di pudore nell’andare “sui giornali” a “fare proclami”. A sua detta è meglio “fare una cosa e poi avvertire che l’abbiamo fatta”. Peccato che la condivisione sia la prima regola della democrazia. Con questo ci è dispiaciuto l’utilizzo strumentale dell’armamentario qualunquista: la colpa del declino di HCS sarebbe “della politica”. A fronte di responsabilità ben precise, che vengono indiscutibilmente dalla gestione Moscherini che ha gonfiato a dismisura gli organici delle società, non si è avuto il coraggio di dare un nome e cognome ai reali responsabili del dissesto. Ci chiediamo il perché di queste generalizzazioni e dimenticanze.
Quanto al piano presentato dall’assessore Savignani, al di là della cura con la quale sono state realizzate le slides, non ci ha convinto.
In tutto il ragionamento della maggioranza non è stato detta una cosa semplice, basilare, elementare, che tutti, nell’aula Pucci, volevano però sapere: come verrebbero effettivamente pagati i debiti delle municipalizzate? La questione resta aperta.
Il nostro auspicio è chiaro e responsabile: i livelli occupazionali vanno difesi, le società vanno risanate e rilanciate ed i servizi resi alla cittadinanza vanno migliorati. Qualsiasi soluzione che vada in questo senso, da dovunque arrivi, avrà il nostro pieno sostegno.
Vorremmo tanto avere fiducia nelle parole dell’assessore Savignani e ci farebbe davvero piacere che il suo piano fosse efficace. Ma la fede, se messa a dura prova, barcolla e crolla. Il piano così come è stato presentato non da’ nessuna garanzia di successo.
Movimento politico “Polo democratico”







