Petrelli “Anagrafe al centro: ma sono state provate altre strade?”

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CIVITAVECCHIA – Con una delibera di Giunta, è stato decretato il trasferimento degli uffici dell’anagrafe (Elettorale che non riguarda solo Civitavecchia ma è comprensoriale, civile, nascite e decessi, matrimoni ed unioni civili) a Piazzale Guglielmotti, sede centrale del Comune. Anche molti altri uffici (Lavori Pubblici, Paesaggistica, Attività Produttive, Commercio ed Artigianato, Casa, Patrimonio, Prevenzione e Sicurezza e Ambiente) verranno presto trasferiti e allocati nei due ex plessi scolastici di viale Regina Elena e di via Buonarroti, entrambi nelle strette vicinanze della sede centrale del Comune.
Pur ritenendo apprezzabile l’impegno di questa A.C. relativamente alla razionalizzazione dei canoni di affitto, si esorta a considerare le ovvie ripercussioni del trasferimento degli uffici in centro specie quello del Servizio anagrafe: l’elevata affluenza a tale servizio, unita all’insufficienza dei parcheggi, porterebbe al congestionamento del traffico in centro, nonché all’aumento dei livelli di inquinamento.
Il traffico veicolare rappresenta un fattore che concorre in modo pesante all’inquinamento (specie nei casi di circolazione congestionata). Diventa difficile pensare a come giustificare tale scelta, poiché il Sindaco stesso ebbe a dichiarare di dispiacersi che “problemi di carattere ambientale e quindi di salute pubblica vengono ancora subordinati a quelli di carattere economico”.
Oltre a tutto ciò, occorre considerare che l’attuale sede dell’anagrafe svolge, indirettamente, anche una funzione sociale,rendendo meno periferici i quartieri di Campo dell’Oro e SanGordiano.
Per quanto sopra esposto, si chiede di conoscere se si è considerata l’ipotesi di un accordo con l’Ater, al fine di rivedere il canone di locazione (di questi tempi è una prassi abbastanza praticata anche negli enti locali) o trattare per una eventuale permuta.
A Monterotondo, il primo cittadino, sensibile alle problematiche dei quartieri periferici, ha dichiarato, per una circostanza simile ma in direzione opposta, che: “Torre Civica risponde all’esigenza di delocalizzazione alcuni servizi pubblici, riequilibrando lo storico gap che penalizza la periferia e sostenendo l’idea policentrica della città”.
Possibile che con un bilancio di milioni non si possa fare una deroga ed ovviare ai problemi che invece si provocheranno portando l’anagrafe a Piazzale del Pincio?

Vittorio Petrelli – Ripartiamo dai cittadini