Grande fermento da un paio di giorni dopo la notizia che il Sindaco della città metropolitana, Virginia Raggi, ha firmato l’ordinanza per portare i rifiuti a Civitavecchia. Si ipotizzano 1000 tonnellate al giorno in una città che è già, dal punto di vista ambientale, devastata. Partito puntuale lo scarica barile delle responsabilità tra Comune, Città Metropolitana e Regione. Accuse reciproche e bacchettate da parte della Commissione Europea che sanziona l’Italia e punta l’indice contro la Regione Lazio. Nessuna soluzione prospettata però. Solo tante chiacchiere , tra interviste tv e post sui social. Salvini cavalca l’onda e viene a Civitavecchia, in pubblica piazza, a farsi portavoce del diritto alla salute dei cittadini. E’ stato sicuramente il più veloce a cogliere l’occasione. Ma quanto è credibile? Se consideriamo che detiene alcune azioni della A2A, la società che ha presentato il progetto dell’inceneritore tra Tarquinia e Civitavecchia, qualche dubbio è lecito averlo. E proprio questa è la radice dei problemi. Il diritto alla salute è un diritto fondamentale, costituzionalmente garantito; coincide con il diritto alla vita. Quando vengono fatte scelte che incidono sulla nostra salute, potenzialmente, spostiamo avanti o indietro l’asticella sul giorno della nostra morte. E’ crudo ma è così. E Civitavecchia in questi anni ha sacrificato tante vite . Una soluzione a questo come a tanti problemi è difficile trovarla. Fino a quando i politici, i rappresentanti delle istituzioni, ogni singola persona coinvolta nella macchina amministrativa, sia a livello locale, regionale che nazionale, ha interessi privati, diretti o indiretti (per interposta persona), in società, in singoli progetti o in qualunque settore che coinvolge direttamente la salute non può farsi né garante né portavoce di una città. E’ come se contro l’inquinamento della centrale chiamassimo Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel, a difenderci e battersi per noi. Nel rispetto del suo ruolo e della nostra intelligenza non lo faremo mai. Ma sulla bontà dell’intervento di Salvini il sindaco Ernesto Tedesco può fare molto. Essendosi schierato con determinazione contro l’inceneritore di Tarquinia, insieme ai sindaci del comprensorio, potrebbe chiedere a Salvini di dichiarare pubblicamente il suo no a tale progetto e farsi portavoce a livello nazionale dello scempio ambientale che fino ad oggi è stato fatto sul nostro territorio, lottando fianco a fianco . D’altronde la salute non ha colore politico e chi si trova ad amministrare lo fa con la massima trasparenza e garanzia soprattutto su argomenti determinanti. Nessuna ombra e/o ritardo in qualsivoglia comunicazione e informazione da parte dei canali ufficiali verso la città. Perché a perdere credibilità è un attimo.
Roberta Piroli
(foto di Andrea Palmieri)







