“Perché Civitavecchia non può candidarsi come porto per la demolizione delle navi militari?”

CIVITAVECCHIA – Mentre la Costa Concordia sta per essere messa nelle condizioni di salpare dall’Isola del Giglio per essere portata fino a Genova, qualche giorno indietro (il 7/7) sulle pagine on.line de La Repubblica, nell’edizione genovese, è stato pubblicato un articolo titolato “un distretto dell’Alto Tirreno per lo smantellamento delle navi militari”. Si tratta della proposta di “alleanza” tra i porti di Genova e Piombino, ad iniziare dalla demolizione delle navi militari, avanzata dal Presidente dell’Autorità Portuale genovese, Merlo che dice: “Io penso a una collaborazione programmatoria fra le due autorità portuali. La nostra e quella toscana, anche tenuto conto del piano di rilancio del settore che ho per Genova. Evitiamo doppioni e contrapposizioni, disegniamo un sistema integrato pubblico che agevoli anche le imprese toscane e genovesi a verificare la possibilità di collaborare in una visione distrettuale dell’Alto Tirreno”.
E Civitavecchia? Rispetto ad un’attività importante, come quella connessa allo smantellamento programmato nel prossimo periodo di molte navi militari, perché non può candidarsi autorevolmente? Perché non può essere parte di un progetto nel quale diversi porti italiani vengano dedicati strutturalmente alle attività di demolizione delle navi? Eppure esistono condizioni ottimali come quelle date dalla profondità dei fondali e dalla presenza di ditte e maestranze (oggi senza lavoro per il blocco delle attività della Privilege) in grado di costruire e, si presume, anche di rottamare imbarcazioni.
Utilizzando gli incontri, che interverranno la prossima settimana, proprio sulla vicenda Prilege, è una delle domande che porrò a tutti i rappresentanti delle Istituzioni: Sindaco di Civitavecchia, Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Regione Lazio e Ministero alle Attività Produttive.
Spero che le risposte che otterrò servano a dissolvere un dubbio, che mi ha assalito nel non sentire alzare voci che contano a sostegno della legittimità della candidatura del porto di Civitavecchia per la demolizione della Concordia. Un dubbio che attiene ad un possibile “conflitto” tra l’essere il porto con il maggior sbarco di croceristi e il potersi candidare per ospitare “cantieri navali” che, forse, non sarebbero graditi alla vista prima che dei turisti, degli armatori.

Cesare Caiazza – Segretario generale CGIL “Roma Nord Civitavecchia”