“Patto per Civitavecchia punto di svolta fondamentale”

CIVITAVECCHIA – Il protocollo siglato la settimana scorsa a Civitavecchia tra sindacati e Unindustria rappresenta un punto di svolta fondamentale per lo sviluppo di un territorio che non riguarda solo il nord della provincia di Roma, ma l’intera Tuscia. Ed è un punto di svolta fondamentale perché per la prima volta dopo anni prova a porsi di fronte alla necessità dello sviluppo con tutta l’intenzione di programmarlo. A partire da un patto tra le parti sociali, quella imprenditoriale con a capo Unindustria e quella della lavoratori rappresentata da Cgil, Cisl e Uil. “Un patto per lo sviluppo e l’occupazione nell’area di Civitavecchia e nord-ovest del Lazio”.
Un patto che punta ad unire le forze, anche nei confronti delle istituzioni, perché il protocollo che abbiamo firmato prevede anche di “favorire un modello di amministrazione locale basato sulla semplificazione amministrativa, monitorando e, se necessario sollecitando, la tempestività delle decisioni politiche e il rispetto di tempi certi nella emissione degli atti amministrativi con impatto sullo sviluppo economico del territorio”. La pubblica amministrazione e la politica non possono rallentare oppure essere da ostacolo allo sviluppo economico di un territorio.
Stiamo infatti parlando del territorio e del porto di Civitavecchia che rappresenta un’infrastruttura strategica a livello nazionale, quindi con evidenti impatti anche sul territorio della Tuscia, per la movimentazione di merci e passeggeri, con oltre 2 milioni di turisti l’anno. Civitavecchia è il primo polo crocieristico in Italia e in Europa, assieme a Barcellona.
Un ruolo che non solo dobbiamo difendere e confermare, ma anche rafforzare e valorizzare in un quadro strategico nazionale. Tenuto conto che, come il protocollo stesso evidenzia, il settore marittimo in Italia è tra i più dinamici dell’economia nazionale e dà occupazione a 500mila addetti.
La zona su cui andiamo ad intervenire può essere veramente un motore di sviluppo che ha due vantaggi a prescindere. È concreto e sta sul nostro territorio. E il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia può renderlo un fattore di crescita per la Tuscia e tutto il centro Italia. Uno sviluppo vero e di lungo periodo senza il rischio che qualcuno ad un certo punto sposti il porto altrove lasciando tutti quanti a terra. Il porto di Civitavecchia, con uno sviluppo programmato e partecipato, può essere un fattore di crescita economica esponenziale per tutti i territori circostanti. Una crescita che deve essere nel rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori, così come nella più completa chiarezza delle forze sindacali che li rappresentano. Il protocollo riconosce infatti il “fondamentale ruolo di tutela e rappresentanza” di Cgil, Cisl e Uil e la necessità di “promuovere un sistema di relazioni industriali partecipate che valorizzi il confronto fra le parti”.
L’obiettivo del protocollo è quindi “un impegno coordinato” per favorire “la crescita economica attraverso la promozione di una politica di sviluppo e di occupazione nell’area di Civitavecchia e del litorale nord-ovest del Lazio”.
Tra gli impegni presi dalle parti in campo ci sono anche quelli di “favorire la tenuta dell’occupazione e l’auspicabile crescita della stessa nel territorio” utilizzando soluzioni innovative nella contrattazione aziendale, quali il welfare aziendale e sistemi di partecipazione”. Così come l’impegno a “favorire la diffusione della cultura della legalità, della trasparenza e del rispetto delle regole” per “un sano e sostenibile sviluppo economico.
Impegni che ricadono all’interno di precise linee di intervento evidenziate sempre all’interno del protocollo le cui finalità mirano alla realizzazione e al potenziamento delle infrastrutture di collegamento e accessibilità alle aree portuali, allo sviluppo del settore cantieristico navale, all’aumento dei traffici commerciali e al turismo. Infine, allo sviluppo delle attività produttive e alla promozione della sostenibilità ambientale, innalzando gli standard qualitativi e gestionali delle aziende.
All’interno di questo quadro di regole, gli interventi specifici – coordinati da un Tavolo di confronto e coordinamento previsto dal protocollo – riguardano innanzitutto il completamento delle opere infrastrutturali di collegamento autostradale, ferroviario e marittimo, il potenziamento delle attività manufatturiere e industriali, favorendo le libere aggregazioni tra le imprese e i percorsi formativi mirati alla valorizzazione delle professionalità aziendali.
In tale contesto e tenuto conto dell’area interessata dal protocollo, andrà affrontato anche il tema del futuro della centrale Enel di Civitavecchia. Dal 2025 il carbone verrà al bando. Cosa si intenderà fare di quell’area? Quale sarà il futuro degli oltre mille lavoratori che la caratterizzano?
La stessa cosa va detta per i 250 ettari di terreno su cui si estendono le due centrali ex nucleare e a policombustibili di Montaldo. Stessa domanda. Come verrà riconvertita l’area?
Il protocollo propone un modo di fare e pensare lo sviluppo che parte dall’unione delle forze in campo, ciascuno nel suo ruolo ma con l’obiettivo comune di fare crescere il territorio nel rispetto delle regole e al servizio di tutti i cittadini e tutti i lavoratori.
Una sfida importante che proverà anche a correggere tutti gli errori fatti in passato. Dobbiamo solo esserne tutti quanti all’altezza come sicuramente saremo.

Giancarlo Turchetti – Segretario generale Uil Viterbo, Responsabile Uil Civitavecchia