“Nuove ingiunzioni di pagamento per il servizio idrico”: ed è subito polemica

CIVITAVECCHIA – “Dopo la Tari con la storiella dei codici sbagliati dagli impiegati di banca, stavolta arrivano le ingiunzioni pazze per l’acqua, dal 2006 in poi. Quanto continua ad accadere sotto gli occhi della giunta M5S è una vergogna assoluta, da denunciare in tutte le sedi”.

Ad innescare una nuova polemica politica è il Capogruppo de La Svolta, Massimiliano Grasso, secondo cui la Gefil, “la società che ha rilevato per pochi mesi la riscossione coattiva del Comune di Civitavecchia, dopo la chiusura di Poste e Tributi, con la scusa che quest’ultima società è ormai in liquidazione e non avrebbe trasferito i dati aggiornati al nuovo concessionario, sta inviando nuovamente e in modo del tutto indiscriminato ingiunzioni di pagamento per il servizio idrico, partendo da 13 anni fa”.

“Cartelle prescritte e in molti casi comunque già pagate – spiega il consigliere di minoranza – che stanno costringendo migliaia di civitavecchiesi a rivolgersi comunque al Comune, che dovrebbe in ogni caso disporre di una banca dati aggiornata, e a spendere tempo e denaro per fare opposizione entro 60 giorni dalla notifica degli atti. E’ una vergogna che si giochi così sulla pelle e le tasche dei cittadini, pur sapendo che quelle bollette sono in larga parte già state pagate o comunque sono inesigibili perché prescritte. Invito le associazioni dei consumatori – conclude – ad interessarsi del problema e il Sindaco e l’assessore Tuoro a risolvere la questione a monte, fermando questa azione ‘a strascico’ perché è inammissibile che il Comune tratti così i propri cittadini, comportandosi alla stregua dei tanti truffatori che in un modo o nell’altro cercano di spillare soldi alla gente, che nel dubbio viene indotta a ripagare importi non dovuti”.

La replica dell’Assessore Tuoro, chiamata in causa, non si fa comunque attendere: “L’unica vergogna è la speculazione politica del consigliere comunale Grasso. Solo propaganda elettorale millantando fantomatici errori volendo far credere che il Comune é un truffatore senza fornire nessun dato certo di ció che si afferma e facendo passare delle attività obbligatorie per gli uffici come se fossero scelte politiche – la sua risposta – Quello che é inammissibile é questo comportamento del consigliere che crea danno al Comune e ai cittadini stessi che devono avere con il Comune e con gli uffici un rapporto collaborativo e di fiducia e non un rapporto ostile e guardingo. La Gefil deve procedere a rinotificare le ingiunzioni trasferite dal precedente concessionario che aveva già interrotto i termini di prescrizione con la prima notifica pertanto gli atti inviati non sono prescritti”.

“Promettere la pace fiscale – prosegue – quando i propri ‘assi’ sono gli esponenti della ex Giunta Moscherini, che ha portato il Comune a grandi passi verso il dissesto, è la più spudorata delle false promesse che si possono fare ai cittadini. Se ancora il Comune deve riscuotere un totale così ingente e da bollette così datate è perchè c’era un tempo, sotto altre amministrazioni, in cui le bollette dell’acqua non venivano scientemente inviate ed il settore delle entrate del Comune era completamente lasciato allo sbando, come pesantemente rilevato dalla Corte dei Conti. Se questo è il modo di fare campagna elettorale di Grasso, dovremo aspettarci un dibattito politico di assai povero livello”.