Nunzi: “Spero che da una crisi come questa derivi una nuova cultura politica”

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CIVITAVECCHIA – Da Tullio Nunzi, portavoce del movimento politico “Meno poltrone più panchine”, riceviamo e pubblichiamo”:

“Dobbiamo stare a casa, il comportamento dei cittadini è fondamentale, ma ovvio che le scelte politiche sono altrettanto determinanti.
E se gli eroi di questa guerra, medici infermieri, spesso sono costretti a combattere in mancanza di mascherine, tamponi, monitoraggi, ovvio che si tratta di leggerezza della politica, che alla fine di questa storia dovrà essere verificata.
Quindi primus vivere deinde philosophari, nella consapevolezza che non ci si trovi più in queste condizioni, in situazioni di emergenza perenne. Ovvio che se si parla di situazioni di questo tipo, procrastinabili fino a luglio, bisogna anche cominciare a pensare al futuro, sin da ora. Prevenire sarebbe dovuto essere il mantra, ma ci siamo fatti trovare in situazioni di emergenza, risolte con l’impegno eroico delle persone, ma spesso con l’assenza dello ‘stato’.
Se il tutto dovesse procrastinarsi a lungo, dovremo pure tenere conto di altri fatti: che ci si ammala anche per scarsa crescita, per disoccupazione, di precarietà, di smarrimento, di perdita di fiducia.
Si prevede una perdita di pil nazionale del 4% (per difetto), il turismo prevede una perdita di circa 11 miliardi, una perdita di consumi delle famiglie di 18 miliardi.
Tutto il settore terziario ha compreso la gravità della situazione. Certo l’impatto prolungato dello stop impone scelte, e forse c’è come al solito una sottovalutata e limitata comprensione della situazione della liquidità di negozi che non solo rischiano la non apertura, ma che a fronte di mancati incassi,sono obbligati al pagamento di affitti, tasse, burocrazia.
Non solo a Civitavecchia, ma a livello nazionale oltre il 70% delle aziende e dell’occupazione viene garantita dal terziario, e quindi mi sembrano obbligatorie scontate alcune scelte: cassa integrazione, riformulazione obblighi fiscali, tributi locali, scadenze fiscali, Credito d’imposta, apertura delle maglie del credito, procedure semplificate, blocco degli sfratti, sospensione pagamenti locazione commerciali, canoni demaniali, occupazione di suolo pubblico.
Se si vuole una riapertura delle attività, chiuse in questo periodo, per ragioni di emergenza ed eccezionali, necessitano decisioni eccezionali, senza i le quali si perderà un patrimonio di professionalità, socialità ed occupazione che ha sempre caratterizzato il nostro paese. Ad oggi la vedo brutta.
Di tutto questo ovviamente se ne parla poco, perché il primo problema è giustamente l’emergenza sanitaria e la vittoria contro la malattia e salvare le persone. In molti casi però si tratta di un problema di grave liquidità , gravissima che impedisce la sopravvivenza.
Spero che da una crisi come questa derivi una nuova cultura politica, che non insegua l’emergenza, ma la prevenga individuando competenze, specialità con un piano straordinario di ripresa nazionale.
Immaginate se alla fine di questa tragedia, ed in un momento in cui tutti fossero orientati ad una ripresa, lottando con i denti per recuperare una situazione di difficoltà, ci dovessimo ancor a trovare davanti alla situazione dei dehors.
Mi vergogno a dire queste cose davanti ad una tragedia di questa portata, ma come diceva un ex Presidente della Repubblica le istituzioni, sacre, possono solo essere uccise dal ridicolo”.

Tullio Nunzi – Portavoce del movimento politico “Meno poltrone più panchine”

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