Nunzi: “Il nuovo Dpcm costringe allo sbando, settori già in crisi perenne”

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CIVITAVECCHIA – Da Tullio Nunzi riceviamo e pubblichiamo:

“Il nuovo Dpcm costringe allo sbando, settori già in crisi perenne. Ad una situazione sanitaria ormai non gestibile, si aggiunge una crisi economica devastante, con evidenti situazioni di disagio sociale evidente in tutta Italia.
Bisogna essere consapevoli di una pandemia incontrollabile, ma è altrettanto vero, che su indicazioni dei comitati tecnici scientifici le imprese del settore terziario e culturale, avevano ottemperato ai numerosi controlli previsti; ricordo a tutti che i protocolli richiedono per l’attuazione notevoli investimenti.
Oggi ci troviamo di nuovo di fronte ad un lockdown mascherato, per continue indecisioni su tematiche come i trasporti e il mancato potenziamento di un sistema sanitario, spesso lasciato a se stesso. Spero che alla fine della pandemia si potranno fare i conti.
Le varie chiusure imposte mettono alla disperazione i vari settori, e si deve tenere conto di una filiera agroalimentare e di una filiera culturale, che colpirà migliaia di aziende e milioni di lavoratori.
A ciò si aggiunga una situazione dei consumi al lumicino, sia per l’impoverimento di una buona fetta di cittadini, sia per il timore, la paura di spendere delle famiglie in situazioni così precarie.
Personalmente credo che lo stop attuato in settori come i cinema e teatri, così come per la ristorazione non mi sembra abbia riferimenti scientifici.
Se nei cinema, come si legge, ci sono stati scarsi contagi, a me sembra eccessivo.
A meno che i numeri siano altri e allora risulta incomprensibile il perché di una casistica, chiara e precisa, di un database che giustificherebbe i vari provvedimenti.
La cosa più assurda che mentre si procede allo stop di settori come cultura, sport e ristorazione, contestualmente, non sia stato fatto un decreto che potesse prevedere, indennizzi, veloci misure compensative, e ristori concreti.
Questo avrebbe almeno attenuato l’esasperazione e la protesta.
Importante è non fare sentire la categoria sola, e stare a fianco delle migliaia di imprese e lavoratori, che rischiano il lavoro di una vita.
Ben vengano le forme di protesta civile, ed in questo hanno grande importanza le associazioni di categoria, le quali dovrebbero avviare assemblee e incontri.
Un po’ di tempo fa dei commercianti parteciparono alla protesta dei portuali e dei metalmeccanici. Consapevoli che disoccupazione significa meno consumi e problemi per tutti i settori.
Forse questo è il momento che la città si renda conto che la situazione diventa tragica per tutti. Nessuno escluso”.

Tullio Nunzi