CIVITAVECCHIA – Il caso Marina finisce anche sui tavoli delle Procure di Civitavecchia e Perugia, oltre che su quelli del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti. Il Segretario dei Repubblicani europei Vincenzo Monteduro ha infatti inoltrato una nota informativa sul fermo dei lavori chiedendo all’autorità giudiziaria e a quelle istituzionali una verifica della legittimità degli interventi realizzati e degli atti amministrativi approvati.
Monteduro ricorda come “i competenti Uffici comunali e istituzionali delegati al controllo e alle procedure, avrebbero dovuto attuare un progetto, quello della Marina, conforme agli elaborati tecnici approvati dagli Organi di Vigilanza e Tutela Ambientale, al Capitolato d’Appalto, alle Relazioni Tecniche e Geologiche con le loro prescrizioni, nonchè al Computo Metrico Estimativo che nell’insieme hanno determinato il costo generale della sua realizzazione che è stato ampiamente superato oltre quel 20% che determina la indizione di una nuova gara”. Ma “le scelte unilaterali con le quali poi l’Amministrazione ha stravolto il progetto originale, hanno comportato un effettivo ‘decadimento’ qualitativo dovuto all’uso di materiali di minor pregio e alle conseguenze sulla manutenzione che nella progettazione strutturale prevedeva la realizzazione di palificazioni che pare non siano state realizzate, mentre sono stati edificati dei locali per circa 9000 mc, ufficialmente non previsti nel progetto originario né dal Piano Regolatore Generale e, la realizzazione ‘de quo’ ha comportato la demolizione di una grande condotta idraulica, realizzata in anni recenti, per lo smaltimento a mare delle acque meteoriche di eventi particolarmente intensi e sostituita da una analoga avente le stesse caratteristiche e funzionalità ma con un altro percorso, più lungo, per aggirare i locali abusivamente realizzati”. In ragione di ciò il Segretario dei Repubblicani europei chiede alle due Procure di verificare se “i contenuti del progetto depositato presso il Genio Civile, coincidano con quelle effettivamente realizzate; se sono stati rispettati i vari vincoli di Tutela e Demaniali ai quali è sottoposta l’area; se più soggetti, singolarmente o in concorso tra loro, hanno determinato un ingiustificato aumento dei costi al fine di ricavarne un indebito vantaggio”; e , infine, “se c’è la rispondenza delle finalità dei finanziamenti erogati con lo stato attuale delle opere nonchè se sono stati adottati tutti gli atti necessari alla verifica del supposto danno Erariale con i relativi conseguenti provvedimenti previsti dalla legge in materia”.
Intanto la polemica politica non si stempera, con il Coordinamento cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà che torna sull’argomento e chiede senza mezzi termini le dimissioni degli assessori Nunzi e Zappacosta. “Allo stato dei fatti – dichiarano – riteniamo che un giudizio sull’esistenza di reato sia di assoluta competenza della magistratura, ordinaria e contabile, mentre appare evidente l’esistenza di un dato politico su tutti: il pressappochismo, l’incapacità della Giunta del fare e l’arroganza di alcuni suoi esponenti, hanno di fatto trasformato una opportunità positiva per la cittadinanza in una negatività. E’ per questo che chiediamo un atto di responsabilità da parte degli Assessori (in)competenti, che a nostro avviso devono immediatamente rassegnare le dimissioni”.






