L’Usb: “La Minosse non provi a dividere i lavoratori”

CIVITAVECCHIA – Unione Sindacale di Base a muso duro contro Minosse, l’impresa che si occupa di scaricare il carbone presso l’impianto Enel di Torrevaldaliga Nord, nei cui confronti da tempo è in corso una vertenza per tutelare le condizioni di lavoro dei dipendenti. Vertenza che l’Usb sta conducendo congiuntamente alla Filt Cgil insieme a cui ha condiviso una piattaforma rivendicativa presentata all’azienda con il pieno accordo dei lavoratori.
“Venerdì scorso però arriva la novità – racconta per l’Usb Lavoro Privato Fabio Pallassini – Dopo oltre un mese dalla presentazione della piattaforma rivendicativa esce infatti fuori che Minosse avrebbe coinvolto nella vertenza Unindustria Lazio, l’associazione regionale degli industriali e delle imprese aderente a Confindustria, strumentalmente avversa ad incontrare Usb. Le due OO.SS vengono così convocate separatamente: la Filt-Cgil a Roma da parte di Unindustria Lazio, la Usb a Civitavecchia da parte di Minosse. Un evidente tentativo di dividere le organizzazioni sindacali e quindi i lavoratori, con lo scopo di eludere le richieste avanzate. Tenendo peraltro presente che ai fini della contrattazione di secondo livello non sono rilevanti i pregiudizi di Unindustria Lazio, bensì il vigente Ccnl, la L. 300/70 e lo stesso Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011 che impegnano Minosse a rapportarsi alle Rsa esistenti in azienda”.
L’Usb ritiene quindi “inaccettabile questo modo di fare”. “L’azienda – prosegue Pallassini – non può pensare di scegliersi la controparte, contando sulle tradizionali divisioni esistenti tra sindacati confederali e sindacati di base. Divisioni che non esistono infatti nel caso dei lavoratori Minosse, fermamente determinati a continuare il percorso unitario intrapreso. La Proprietà aziendale riveda dunque le proprie posizioni. Minosse non è un’azienda in crisi, realizza anzi buoni profitti e può quindi rispondere positivamente alle richieste sindacali. Anziché forzare la mano, con il rischio di effetti controproducenti, annulli allora gli incontri separati e avvii finalmente una seria trattativa con le rappresentanze dei lavoratori. Diversamente – conclude Pallassini – l’Usb sarà costretta a cambiare atteggiamento. Una ipotesi che l’azienda stessa dovrebbe valutare con grande attenzione, al pari di Enel che chiaramente potrebbe risentire dell’esito della vertenza”.