CIVITAVECCHIA – Che il Pd locale, a differenza di quanto auspicato dall’ex Ministro Fioroni, noto esponente del Pd, di origine viterbese, avesse l’intenzione di “cedere” Civitavecchia alla costituenda Città Metropolitana, lo sapevamo da alcuni anni. Cioè da quando diversi pidiellini importanti dichiararono ufficialmente sulla stampa locale e in alcuni convegni, che l’unica soluzione per Civitavecchia sarebbe stato l’ingresso nell’area metropolitana “con pari dignità” (bluff o pia illusione) con Roma.
Che strategicamente la scelta sarebbe stata quella di non adottare alcuna decisione ufficiale entro i termini stabiliti dalla legge, in modo da rientrare automaticamente o tacitamente entro i confini dell’area metropolitana, non avevamo dubbi.
E per questo che, prima di plaudire a chi si sta sforzando di aprire un dibattito sulla questione, ci rivolgiamo ai partiti, liste civiche, associazioni, sindaco e consiglieri comunali del governo cittadino, invitandoli a riflettere sul fatto che, quando si parla del futuro istituzionale di Civitavecchia, non si tratta solo di valutare se sia più conveniente per la città dare vita ad una nuova Provincia o entrare a far parte della città metropolitana, ma più semplicemente di scegliere tra il mantenimento in vita del Comune di Civitavecchia con dignità e poteri maggiori di quelli attuali, considerando che sarebbe una delle maggiori città della costituenda provincia, e la cancellazione della nostra città come entità autonoma, in quanto entrando nella città metropolitana diverrebbe soltanto un quartiere della stessa, con l’aggravante di essere quello più distante dal centro cittadino, sul quale quindi, vi sarà il massimo interesse a far ricadere tutte le servitù più gravose e dannose.
Pertanto ai soggetti ai quali ci rivolgiamo diciamo: Civitavecchia è soprattutto la Vostra Città. Quindi se amate la vostra città e veramente vi sta a cuore il suo futuro cercate di ragionare senza farvi influenzare da chi poco o molto interessa del nostro territorio, anche perché se Civitavecchia entrerà a far parte della città metropolitana, dove rappresenterà appena 1/100 della popolazione complessiva, le aspirazioni dei tanti Civitavecchiesi per lo più giovani che hanno partecipato all’ultima tornata elettorale, saranno morte, prima ancora di nascere.
Analogo invito lo rivolgiamo anche alle realtà territoriali di altri paesi limitrofi coinvolte nello stesso problema. Ribadiamo comunque che nel caso non vi fossero decisioni largamente condivise, l’unica alternativa era e rimane il referendum.
Civitavecchia C’è






