L’Ugl: “Ma la Seport ha veramente chiesto la cassa integrazione?”

portoCIVITAVECCHIA – C’è preoccupazione nell’Ugl provinciale Igiene ambientale per la tenuta occupazionale dei lavoratori Se-Port. Come si ricorderà la società fece ricorso all’applicazione dei contratti di solidarietà difensivi per imprese rientranti nel campo della Cigs ai sensi dell’art.1, della Legge 19
dicembre 1984, n°863. Nel caso in questione il contratto di solidarietà ha interessato 54 unità con una riduzione percentuale oraria su base settimanale procapite del 33% sui lavoratori coinvolti nella stipula del contratto di solidarietà in base alle esigenze aziendali finalizzate a fronteggiare comunque la copertura dei servizi essenziali.
“Esprimiamo forti dubbi sulla corretta procedura di applicazione di tale
Contratto – afferma il Segretario provinciale Stefano Cantarini – Da nostre ufficiali istanze di accesso agli atti presso il Ministero del Lavoro sezione Ammortizzatori Sociali; Ispettorato del Lavoro di Roma, non risulta sia mai pervenuta alcuna richiesta da parte della soc. S.E.Port di concessione del relativo trattamento Cigs, viceversa non è mai stata rilasciata da parte del Ministero alcuna autorizzazione in merito. In buona sostanza nessuno degli uffici da noi interpellati è a conoscenza della situazione dei lavoratori della S.E.Port”.
L’Ugl auspica dunque che, nell’interesse dei lavoratori, la documentazione in suo possesso difetti di precisione e che “la dirigenza Se.port possa fugare ogni dubbio mostrando tutta la documentazione inerente la pratica inoltrata a suo tempo al Ministero rispondendo così contestualmente alla nostra richiesta di accesso agli atti inoltrata
il 7 luglio 2011”. “E’ di tutta evidenza – conclude Cantarini – che restiamo a disposizione dell’Azienda per un incontro chiarificatore che possa dare certezze ai lavoratori e rispondere così ai nostri quesiti”.