L’Mdc ricorre a Napolitano contro la delibera 71

napolitanoCIVITAVECCHIA – Il Movimento Difesa del Cittadino ricorre al Presidente della Repubblica Napolitano contro la delibera 71 del Comune che privatizza il 60% della gestione del servizio idrico. Lo annuncia lo stesso Mdc secondo cui la decisione dell’Amministrazione comunale non tutela i consumatori. “A nostro parere – spiegano dal Movimento – la cessione di una partecipazione maggioritaria di un tale servizio essenziale non garantisce più all’Ente pubblico di poter incidere in maniera determinante non solo sulla qualità del servizio ma anche sul prezzo della tariffa. Per noi quindi, che agiamo in rappresentanza dei Consumatori, che l’acqua la usano e la pagano, una scelta non garantista di tali aspetti è, in linea di principio, inaccettabile. Non essendo, inoltre, mai stati coinvolti in tale scelta, e non essendo stato mai acquisito il nostro parere, come da obbligo prescritto dalla Legge, ci siamo visti nuovamente costretti a dare mandato ai nostri legali di analizzare la citata delibera 71. Questi ultimi hanno rilevato, a loro parere, alcune carenze in fase di istruttoria ma, soprattutto, hanno concordato con il nostro timore sul rischio di vedere ridotto il potere di controllo da parte dell’ente pubblico su un bene che definire essenziale è forse dir poco. La scelta quindi di ricorrere al Capo dello Stato per ottenere un pronunciamento sulla vicenda è stata inevitabile”.
Quanto al referendum promossi dal Comitato locale l’Mdc non si sbilancia. “Pur plaudendo l’iniziativa – il loro commento – annunciamo che non parteciperemo al dibattito sul proposto referendum locale in quanto, visto il furore politico dimostrato da alcuni recenti interventi in merito, e dato il nostro ruolo di ‘Ente esponenziale posto a tutela del Consumatore’, preferiamo mantenere un atteggiamento neutrale in merito, lasciando, come nostro uso, la parola ai Cittadini”.
Intanto la Cgil torna sulla sospensione della manifestazione di protesta contro l’Amministrazione comunale prevista per il 29 gennaio, e sulla riapertura delle trattative con il Sindaco Moscherini sul processo di privatizzazione dei servizi pubblici, per puntualizzare come la sua posizione di merito resti nettamente contraria e come, in tal senso, il Sindacato intende sostenere la campagna referendaria per chiedere l’annullamento della delibera 71. “Voglio precisare – afferma il Segretario Cesare Caiazza – che come CdLT Cgil non aderiamo solo in maniera formale ma ci stiamo predisponendo per fornire un contributo importante, come più grande organizzazione sociale di massa del territorio, alla raccolta delle firme. La sorte legata all’affidamento dei servizi pubblici locali di Civitavecchia è legata all’esito del referendum cittadino e di quello nazionale, già giudicato ammissibile, che dovrebbe svolgersi in primavera e che potrebbe ribaltare l’attuale legislazione obbligando al mantenimento in house di determinati servizi da parte dei Comuni. Chiediamo al Sindaco di fare, nel confronto che intendiamo riavviare, quello di cui, comunque, al di là delle possibili evoluzioni descritte, vi è urgente bisogno. E’ infatti evidente a tutti che è necessario costruire un percorso finalizzato a razionalizzare e migliorare l’organizzazione del lavoro connessa alla gestione dell’insieme dei servizi pubblici locali. Responsabilmente come Organizzazioni sindacali, confederali e delle categorie interessate, vogliamo fornire il nostro contributo per realizzare un progetto finalizzato al risanamento, alla necessaria riprogettazione e al miglioramento della qualità dei servizi. Abbiamo posto solo tre pregiudiziali – conclude – del resto condivise dal Sindaco nell’incontro del 17 gennaio, che attengono alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al mantenimento dei diritti dei lavoratori, al controllo e all’equità delle tariffe”.