L’Idv: “Seport, si abbassino i toni”

idvCIVITAVECCHIA – L’IdV è stato il primo partito che ha seguito la crisi della Seport al suo esplodere qualche mese fa. Da allora ad oggi nella discussione sono intervenuti altri partiti e all’interno della stessa azienda si è affacciato un nuovo sindacato, l’Ugl. Come noto, dopo lunghe e sofferte trattative si è arrivati ad un’ipotesi di accordo, poi ritrattata. Successivamente, è notizia di una settimana fa, si è giunti ad un nuovo accordo che però l’Ugl ritiene illegittimo. In poche parole la situazione è ancora in alto mare. Inoltre, al momento siamo ancora tutti in attesa del piano di investimenti per il rilancio dell’azienda. Azienda, che giova ricordare vede nel suo CdA la presenza dell’Autorità Portuale e fino a tre anni fa aveva i bilanci in ordine. Allo stesso tempo i lavoratori sono stati divisi tra partigiani e avversari della dirigenza. Fatto, quest’ultimo, veramente grave per la storia dell’azienda e del porto di Civitavecchia.
L’attuale situazione conferma quanto già affermammo all’inizio di tutta questa vicenda: la crisi ella Seport non è affatto chiara e cercare giustificazioni dietro il calo dei traffici appare una scusante se non supportata da dati completi; ad esempio il calo dei servizi è da imputare ad un annullamento dei servizi oppure all’affidamento ad altri operatori?  E’ inutile nasconderlo: la crisi della Seport è politica, e purtroppo appartiene a quella politica che non comprende che così facendo non fa servizio. E, sia detto tra parentesi, il recente intervento di Iacomelli a difesa dell’attuale situazione non ha dissipato i dubbi.  E poi perché quei toni?… minacciare di denunciare chi critica? E’ giusto abbassarli, da qualsiasi parte vengano, il che non significa annullare un confronto ed un’analisi specie per un’azienda il cui massimo esponente è espressione della politica.
A quanto ci risulta in tutti questi mesi in cui si discute della Seport nessuno ha potuto prendere visione dei  documenti ufficiali, neanche i sindacati. Ma se non c’è niente da nascondere si tirino fuori bilanci e verbali degli ultimi anni. Se questa richiesta non sarà esaudita purtroppo si confermerebbe che in questa crisi c’è qualcosa che non si comprende e tanto meno lo comprendono i lavoratori che rischiano seriamente il loro posto di lavoro.
Una delle cose che sicuramente non vanno è il fatto che negli ultimi tre anni  la Seport ha perso quote di mercato, non ha vinto una sola gara e non ha ottenuto un solo nuovo contratto. C’è poi l’episodio della gara di Fiumicino (di cui la stampa ha parlato). Una gara vinta e poi revocata perché la Seport non è in possesso dei mezzi idonei per lo svolgimento del servizio (tant’è che è stata segnalata all’Autorità di Vigilanza con tutto quel che ne segue: escussione della cauzione provvisoria). Anche qui ci si smentisca se non è vero.
E’ evidente che dinanzi a questo quadro un’azienda va in crisi. Ed è altrettanto evidente che questo trend negativo non può essere imputato ai lavoratori. Ci domandiamo: quali risultati economici negativi dobbiamo attendere affinché i proprietari della Seport mettano in discussione l’attuale dirigenza e chi l’ha proposta? Poiché le nomine sono politiche è la politica che deve sbrogliare la matassa. Non si può pretendere di risolvere la situazione  mettendo solo le mani in tasca ai lavoratori (che guadagnano stipendi di poco superiori a mille euro)  collocandoli in solidarietà.
E’ in atto in questi giorni un dibattito sulla nomina del nuovo presidente dell’Authority e tutti invocano competenza e professionalità ebbene crediamo che questa debba valere per chiunque azienda, pubblica o privata qualunque sia, altrimenti si rischia che a pagare saranno solo i lavoratori.

IdV Civitavecchia