Libia, “una benda per non vedere?”

CIVITAVECCHIA – In occasione della votazione in Parlamento per il rinnovo delle missioni internazionali, il comitato Donne in difesa della Legge 194 Civitavecchia tornano in piazza per denunciare la responsabilità delle autorità italiane per le continue stragi di persone migranti nel Mediterraneo centrale e il ciclo di violenze, sfruttamento e violazioni dei diritti umani a cui sono sistematicamente sottoposti migranti e rifugiati in Libia.

“Una parte delle donne che arrivano, o non arrivano, sulle nostre coste, hanno subito violenze atroci in Libia. Qualcuna muore durante il viaggio, qualcuna è incinta. Molte destinate alla prostituzione e quindi vittime di tratta”, dichiarano dal Comitato.

Le donne di Civitavecchia scendono di nuovo in piazza il 14 luglio alle 18:30 davanti al teatro Traiano, in corso Centocelle per dire:

*NO* al rinnovo della missione in Libia e alla prosecuzione della cooperazione con le autorità libiche senza garanzie concrete sulla protezione dei diritti umani di persone migranti e rifugiate;

*NO* al sostegno e alla collaborazione con la “Guardia costiera libica” finalizzato al respingimento forzato in Libia delle persone intercettate in mare;

*SI* all’evacuazione immediata delle persone rinchiuse nei centri di detenzione libici e all’estensione dei canali di ingresso regolari per persone migranti e rifugiate;

*SI* al ripristino di un sistema istituzionale di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale e al riconoscimento del ruolo essenziale svolto dalle ONG per la salvaguardia della vita in mare.

“Non chiudere gli occhi. Non permettere che nessuno finga di non vedere”, concludono le Donne in difesa della Legge 194 Civitavecchia.