Lettera alla Rettrice Polimeni: “Fuori l’Enel dalla Sapienza”

CIVITAVECCHIA – Il Collettivo No al Fossile Civitavecchia chiede la revoca della nomina di Carlo Tamburi, presidente e amministratore delegato di ENEL Italia, quale membro esterno del Consiglio d’Amministrazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Lo fa attraverso una lettera indirizzata Rettrice Antonella Polimeni firmata congiuntamente a Collettivi delle facoltà di Lettere e Fisica, a FGC Sapienza, al Link Sapienza e ai nodi territoriali di Fridays for Future Roma e Civitavecchia.

“In un momento storico in cui il dibattito sui cambiamenti climatici – spiegano dal Collettivo No al fossile Civitavecchia – sulla tutela della biodiversità, sulla neutralità climatica, ma anche sulle immense opportunità che una vera transizione ecologica potrebbe garantire in termini di redistribuzione della ricchezza e di giustizia sociale, offrire ad un personaggio come Tamburi una vetrina autorevole, prestigiosa e pubblica come ‘La Sapienza’ significa soprattutto legittimare e quindi sostenere la sua visione anacronistica della produzione energetica perennemente legata all’estrattivismo e ai combustibili fossili. Non è un segreto infatti che la posizione pubblica di Tamburi sulla filiera dei combustibili fossili è quella di un manager che punta solo ad ottimizzare i profitti della propria azienda e, nello specifico caso della decarbonizzazione italiana, a farlo attraverso la costruzione di nuove centrali turbogas, in sostituzione delle unità a carbone, al fine di garantire ad Enel le copiose entrate regolate dal Capacity Market. Tutto questo, secondo noi, non ha nulla a che fare con la ricerca, con la transizione ecologica, con la sostenibilità e con l’interesse pubblico, anzi. Nel messaggio di buon lavoro che annuncia la nomina di Tamburi diffuso proprio dalla rettrice Antonella Polimeni abbiamo letto, tra le altre cose, che questa scelta sarà di grande utilità nel contesto di un organo di programmazione finanziaria e di indirizzo strategico. Ed è proprio questo che ci preoccupa. Sapere che la più grande università pubblica italiana si presta a farsi influenzare dai piani di una s.p.a. e da quelli di Confindustria ci preoccupa e ci infastidisce moltissimo”.

“Decine di comitati, movimenti e associazioni di tutta Italia – proseguono dal Collettivo cittadino – hanno più volte ricordato a Tamburi che ambiente, salute e lavoro non possono passare dal gas, combustibile inquinante e pesantemente climalterante. Non è un caso che la paventata costruzione di nuovi moduli turbogas in città come Civitavecchia e Brindisi abbia generato sconcerto e preoccupazione tra decine di lavoratori e lavoratrici. Non è un caso che da settimane i rappresentanti di diverse organizzazioni sindacali di Civitavecchia tra le quali la CGIL, la FIOM, la UIL e l’USB chiedano ad Enel l’apertura di un tavolo di confronto sulle disastrose ricadute occupazionali che le nuove turbogas avrebbero in un territorio già duramente colpito dalla crisi economica e dalla pandemia e ciò a testimoniare che certe scelte industriali non sono soltanto un problema per l’ambiente, ma anche per lavoratori e lavoratrici. Per queste ragioni abbiamo chiesto alla Magnifica Rettrice e al Senato Accademico dell’università “La Sapienza” di Roma di revocare immediatamente la nomina di Tamburi dal loro CdA”.

“La strategia per la transizione ecologica italiana – conclude il Collettivo No al Fossile Civitavecchia – non può essere scritta né da Enel né dal Comitato tecnico Energia di Confindustria. La portata della sfida che abbiamo di fronte da qui ai prossimi anni necessità di sforzi straordinari e collettivi, sforzi ai quali, secondo noi, nessuno dovrebbe sottrarsi, soprattutto un’università pubblica come ‘La Sapienza'”.