CIVITAVECCHIA – “Congratulazioni a Stefano Schiavi (ex An, ex La Destra, ex simpatizzante del Pdl e attualmente, se non già ex, esponente di Fli) per il nuovo e prestigioso incarico presso l’Ufficio Stampa del Comune di Civitavecchia. Comune, lo ricordiamo, amministrato dall’estrema sinistra locale che va dal Pd a Sel, passando per Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Psi, Idv e liste civiche appartenenti alla stessa area politica.” Lo scrivono in una nota i candidati delle Larghe Intese nelle scorse elezioni comunali, a cui la nomina ex articolo 90 di Schiavi non è per nulla piaciuta.
“Siamo certi – continua il comunicato diffuso a mezzo stampa – che dopo tanto vagare, anche con la fantasia, negli ambienti della destra radicale (e non) e dopo gli innumerevoli successi mancati da quando decise che non doveva essere più solo un giornalista ma un politico a tutto tondo, saprà realizzarsi nel
nuovo incarico di addetto all’Ufficio stampa comunale e collaborare fattivamente con i suoi nuovi colleghi, Fabio Angeloni (Pd), Valentina Di Gennaro (ex segretario di Prc) e chissà quanti altri, oltrechè difendere ed
esaltare le gesta del sindaco Pietro Tidei (Pd), del vicesindaco Enrico Luciani (Sel), di tutta la giunta e maggioranza di sinistra e, ovviamente, del ‘distinto e distante’ assessore Mecozzi.”
“Un esempio, il nostro Stefano Schiavi – affermano gli ex candidati – per i ragazzi in cerca di scorciatoie e facili carriere. Un uomo per tutte le stagioni. Un modello vivente perchè dimostra che pur rappresentando 18 civitavecchiesi, perchè 18 sono i voti presi alle scorse elezioni amministrative, si può vincere ‘comunque’ la propria partita, basta sapere cosa si vuole dalla politica. E lui lo sa. Un uomo con una mission nella vita ben definita che si può racchiudere nello slogan ‘purchè se magna viva la Spagna’”.
“Ci auguriamo – conclude la nota – che questa non sia per Schiavi la sua ultima spiaggia ma l’inizio di una lunga e fulgida carriera professionale alla sinistra del popolo. Ci teneva tanto a sfondare a sinistra e alla fine ce l’ha fatta. E’ riuscito dove le aquile non osano e noi ce ne rallegriamo. Speriamo ora che ci rimanga perchè Schiavi è per la politica come Attila per la storia: dove passa lui non cresce più l’erba”.






