La voce delle donne per prendersi cura del mondo.

CIVITVECCHIA – Le Donne in difesa della legge 194/78 hanno aderito a febbraio all’appello dell’Assemblea della Magnolia, un’assemblea di donne che si sono riunite per discutere, nel cortile della Magnolia appunto, alla Casa internazionale delle donne. E di fronte al dramma delle donne afghane, e all’ennesima e raccapricciante striscia di femminicidi che hanno tristemente caratterizzato questi ultimi giorni, tornano a far sentire la loro voce.

“Noi vogliamo avviare la ‘rivoluzione della cura’ che per noi significa passare da un mondo, in cui tutto si misura per prestazioni, a un mondo in cui diventano fondamentali le relazioni; che per noi significa un posizionamento politico e culturale, per ricostruire il legame sociale, per una nuova idea di politica e di giustizia per ridisegnare un altro modo di stare al mondo.” Così recita il cuore del loro appello.

“Per questo – affermano le Donne in difesa della legge 194/78 – oggi più di ieri, serve la cultura e il pensiero delle donne, la mobilitazione, la conflittualità, la forza delle donne. Ora più di allora i volti, i corpi delle donne afghane e degli afghani ci convocano e domandano la responsabilità di una risposta! Non basta accogliere per riparare i guasti e gli errori compiuti nei vent’anni: adesso è il tempo di mettere la nostra libertà al servizio della libertà delle altre e fare in modo che l’accoglienza non sia un ghetto, i corridoi per chi vuole lasciare il paese siano effettivi e le iniziative umanitarie per chi vuole o deve restare siano trasparenti e efficaci. Dall’Assemblea della Magnolia, tutte le donne che l’hanno animata, tutte insieme, diverse ma unite, lanciano questo appello che è rivolto alle donne, a tutte le donne. Chiediamo di discuterlo e, se si vuole, di condividerlo, sottoscriverlo. Per questo vi invitiamo a partecipare alla alla grande manifestazione del 25 settembre a Roma, a Piazza del Popolo, una manifestazione di donne, di tutte le donne, ma anche di tutti quelli che sono consapevoli che la rivoluzione della cura è una necessità per il mondo, per le nostre società, per le nostre vite. Soprattutto in questi giorni, poi il tema dei femminicidi, 7 donne uccise in 7 giorni. Non basta più dire ‘basta’! Il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, ovvero il documento che illustra e coordina tutte le politiche di contrasto alla violenza di genere nel nostro Paese, è scaduto ormai più di sei mesi fa! Ci vogliamo vive e libere. Ci vediamo nelle piazze!”.

Ecco il link all’appello: