CIVITAVECCHIA – La Tares,la nuova tariffa rifiuti, sarà un vero disastro per il commercio.
Bisogna chiedere agli eletti del nostro territorio,di attivarsi per ottenere un rinvio,altrimenti l’applicazione della tariffa diventerà un concreto pericolo per la vita delle piccole e medie imprese,ormai al collasso per effetto di una contrazione dei consumi.
Con la nuova tariffa si prevede l’incremento medio dei costi a carico delle imprese, di circa il 320%,senza risparmiare alcuna categoria. Un aumento medio tra i più alti nel paese. Si va ad aumenti del 60% per i negozi di abbigliamento,calzature librerie ferramenta ed altri beni durevoli ,al 170% dei distributori di carburante, al 370% dei bar, al 550% dei ristoranti, al 650 delle discoteche.
Numeri che metteranno al tappeto aziende e soprattutto le aziende che operano su grandi superfici e che già pagano importi considerevoli.
Che qualcosa non funziona nell’applicazione della Tares è risultato evidente dal fatto che il 15 marzo al senato ed il 18 alla camera, è stata presentata una mozione con cui si impegnava il governo a promuovere “l’adozione di misure finalizzate a differire l’entrata in vigore delle disposizioni relative alla tares al 1 gennaio 2014”. Ma il governo non ha preso in considerazione la richiesta che veniva da Anci, sindacati ed imprese.
Il silenzio del governo è preoccupante nella misura in cui non si è compreso l’effetto devastante della nuova tariffa sui rifiuti. Ai parlamentari civitavecchiesi va chiesto da parte del sistema delle imprese, di portare al governo il grido di allarme di un comparto che ha visto la chiusura di mille imprese al giorno. Tutti in campagna elettorale hanno promesso abbassamenti della pressione fiscale, ed oggi si rischia di applicare un ulteriore incremento tariffario, non in base ad un corrispondente aumento dei rifiuti, e con servizi assai poco di qualità.
Tullio Nunzi







